Nuovo decreto anti-coronavirus: inasprimento delle sanzioni

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Nuovo decreto anti-coronavirus: inasprimento delle sanzioni

di Redazione
Pubblicato il Mar 25, 2020
Nuovo decreto anti-coronavirus: inasprimento delle sanzioni

Una stretta sui controlli, ma soprattutto un’importante inaspirmento delle pene. Il nuovo decreto legge anti-coronavirus approvato dal Consiglio dei ministri accorpa e inasprisce tutti i divieti e le sanzioni stabiliti finora per affrontare l’emergenza.

Ecco alcune delle novità: fino a 5 anni di carcere per chi viola la quarantena da positivo; multe da 400 a 3 mila euro per i furbetti che tentano di aggirirare le regole sulle uscite immotivate da casa. La sanzione pecuniaria va pagata subito, come le multe per chi infrange il codice della strada e può essere aumentata di un terzo qualora venga commessa a bordo di un’automobile, ma non si provvederà al sequestro amministrativo. Previsto invece lo stop fino a un mese per gli esercizi commerciali che dovessero infrangere i divieti. Ma il premier Conte ha anche concesso più poteri alle Regioni di emanare restrizioni ancora più severe per contenere il contagio ma queste devono essere in accordo con il governo. E poi ha auspicato maggiore collaborazione tra il governo e il parlamento annunciando che riferirà alle Camere ogni 15 giorni. Conte infine ha spiegato che lo stato d’emergenza nazionale è stato proclamato fino al 31 luglio ma che le misure restrittive potrebbero esser tolte anche prima. 

Il governo ha scelto la strada di inasprire la multa che andrà da un minimo di 400 euro ad un massimo di 3000 euro. Noi dobbiamo agire su un senso di responsabilità individuale e collettiva. Ieri sono stati fatti 228 mila controlli, su questi, ben 10mila non avevano un giustificato motivo per uscire e questo non va bene“. Così Achille Variati, sottosegretario agli Interni, a Radio anch’io, su Rai Radio1.

Dall’11 al 23 marzo i cittadini controllati sono stati 2 milioni e 300 mila e ne sono stati denunciati 102mila – aggiunge -. Se pensate che i positivi in Italia sono 54 mila con 102mila denunciati, questo dato non va bene. Quando si consegnano i moduli compilati questi vengono poi tutti controllati ed è immediato l’incrocio dei dati. Si inaspriscono le sanzioni e si disciplinano le modalità e i limiti della circolazione dei cittadini. Per uscire di casa servono i seguenti motivi: problematiche relative al lavoro, visita medica programmata, emergenza che va documentata, una passeggiata intorno a casa, spesa alimentare che deve essere fatta il più vicino possibile, oppure fuori comune laddove il punto vendita stia nel comune accanto”.


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