Da Nord a Sud 102 Comuni si illuminano di arancione in memoria della strage di Lampedusa
Il 3 ottobre ricorda il naufragio avvenuto nel 2013 al largo di Lampedusa, nel quale persero la vita 368 persone
Una catena di luce arancione attraverserà l’Italia nella notte tra il 2 e il 3 ottobre. Sono 102 i Comuni, appartenenti a 19 regioni, che hanno aderito alla campagna promossa dal Comitato 3 ottobre, scegliendo di illuminare un monumento o un luogo simbolico della propria città in memoria delle vittime delle migrazioni.
Dalle grandi città ai centri più piccoli, amministrazioni e comunità locali si uniranno idealmente a Lampedusa alla vigilia della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Un gesto visibile e collettivo per ricordare le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo e ribadire la necessità di tutelare la dignità e i diritti di chi intraprende un viaggio alla ricerca di protezione e di un futuro possibile. «Centodue Comuni, grandi città e piccoli centri, hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. Ogni monumento illuminato ricorda che dietro ogni morte in mare ci sono una persona, una famiglia, una storia e, troppo spesso, un nome ancora da restituire. Questa catena di luce unisce simbolicamente l’Italia a Lampedusa e afferma con chiarezza che la memoria non appartiene soltanto a chi ha vissuto quelle tragedie: è una responsabilità collettiva. Ringraziamo tutte le amministrazioni che hanno aderito. Davanti alle stragi del Mediterraneo, nessuna comunità può dirsi lontana» dichiara Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre.
Tra i luoghi che si accenderanno di arancione figurano la Mole Antonelliana a Torino, il Teatro Massimo a Palermo, il Palazzo del Podestà a Bologna, la Torre del Popolo ad Assisi, Porta San Niccolò a Firenze, la Fontana Maggiore a Perugia, la Fontana Luminosa all’Aquila, il Palazzo della Gran Guardia a Verona, il Forte Michelangelo a Civitavecchia, il Ponte di Calatrava a Reggio Emilia, Palazzo Zanca a Messina, il Teatro Curci a Barletta, il Cavatore a Catanzaro e Palazzo Ducale a Sassari. L’arancione, colore dei dispositivi di segnalazione utilizzati durante i soccorsi in mare, trasformerà piazze, municipi, fontane, torri e monumenti in punti di una stessa geografia della memoria: una luce accesa contro l’indifferenza e contro l’invisibilità delle stragi nel Mediterraneo.
L’iniziativa accompagna la XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, in programma a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2026 con il titolo Voci del Mediterraneo. Quattro giornate di incontri, laboratori, testimonianze e momenti pubblici che coinvolgeranno studenti e studentesse, docenti, rappresentanti delle istituzioni, organizzazioni della società civile, familiari delle vittime e persone sopravvissute ai naufragi. Il 3 ottobre ricorda il naufragio avvenuto nel 2013 al largo di Lampedusa, nel quale persero la vita 368 persone. Una tragedia divenuta simbolo delle migliaia di vite spezzate lungo le rotte migratorie e dell’urgenza di costruire politiche fondate sui diritti umani, sull’accoglienza e sulla possibilità di accessi legali e sicuri.




