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Mafia, quando il boss Matteo Messina Denaro sparava in provincia di Agrigento

Il verbale è datato ed impolverato. Distante anni luce rispetto alla odierna realtà mafiosa che contempla, ora come allora, la latitanza di Matteo Messina Denaro. Già, la primula rossa per eccellenza che, come Grandangolo ha già scritto più volte, aveva interessi molto particolari in provincia di Agrigento. Interessi mafiosi sino al compimento di omicidi in […]

Pubblicato 9 anni fa

Il verbale è datato ed impolverato.
Distante anni luce rispetto alla odierna realtà mafiosa che contempla, ora come allora, la latitanza di Matteo Messina Denaro.
Già, la primula rossa per eccellenza che, come Grandangolo ha già scritto più volte, aveva interessi molto particolari in provincia di Agrigento. Interessi mafiosi sino al compimento di omicidi in terra nostra.
Questo dice Vincenzo Sinacori, figura di primo piano della mafia trapanese (mazarese in particolare) che da boss finì pentito. E dice molto altro. Non erano ancora state compiute le grandi operazioni antimafia in provincia di Agrigento e soprattutto non era stata compiuta la maxi retata nella zona del Belice, Sciacca compresa, denominata Scacco matto. Eppure leggendo le parole di Sinacori si capisce che la storia era tracciata. Tracciata dai ricordi del boss mazarese che, praticamente aveva anticipato nomi e cognomi di mafiosi che poi sarebbero stati catturati.
Ecco cosa racconta di Messina Denaro e non solo…

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