Lo Voi: “Riina e Provenzano sono morti, la mafia no. Non escludo nuovi collaboratori”
“I Padrini sono morti, la mafia no. Anche se Riina e Provenzano in apparenza non hanno lasciato eredi, a poco piu’ di un mese dalla scomparsa dell’87enne capo dei capi di cosa nostra, i bilanci dei successi investigativi si intrecciano con i segnali di riorganizzazione delle cosche. Ma a meno di svolte clamorose il trend […]
“I Padrini sono morti, la mafia no. Anche se Riina e Provenzano in apparenza non hanno lasciato eredi, a poco piu’ di un mese dalla scomparsa dell’87enne capo dei capi di cosa nostra, i bilanci dei successi investigativi si intrecciano con i segnali di riorganizzazione delle cosche. Ma a meno di svolte clamorose il trend della mafia che muore in carcere si intensifichera’, lascia intravedere il procuratore della Direzione distrettuale antimafia di PALERMO, Francesco Lo Voi, in un’intervista esclusiva all’agenzia ITALPRESS.
Da oltre tre anni Procuratore Capo del capoluogo Siciliano, una lunga e prestigiosa carriera anche internazionale di magistrato in prima linea nelle inchieste e nei processi contro boss e gregari, Lo Voi evidenzia quali sono le prospettive della lotta contro cosa nostra nel 2018: “Negli ultimi anni – dice – il contrasto a ‘cosa nostra’ e’ stato particolarmente intenso ed efficace, essendosi riusciti ad ottenere numerose condanne per associazione mafiosa e reati collegati. Questo trend va proseguito ed incrementato con l’aggressione ai patrimoni illecitamente costituiti e l’individuazione dei canali finanziari di reinvestimento e riciclaggio. Su questo fronte – sottolinea il Procuratore Lo Voi – abbiamo interessanti spunti di indagine che confidiamo possano dare buoni risultati”

