Mafia, colpo al mandamento San Lorenzo-Tommaso Natale: 10 arresti (nomi, foto e video)

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Mafia, colpo al mandamento San Lorenzo-Tommaso Natale: 10 arresti (nomi, foto e video)

di Redazione
Pubblicato il Mar 25, 2019
Mafia, colpo al mandamento San Lorenzo-Tommaso Natale: 10 arresti (nomi, foto e video)

Fiumi di cocaina ed estorsioni a tappeto. Duro colpo inferto dalla polizia di Stato al mandamento mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale. Dieci gli arrestati per associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti anch’esso aggravato dalle modalità mafiose.

Il provvedimento è scattato al termine di un’attività d’indagine svolta dalla Squadra mobile di Palermo, e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia che si è avvalsa, tra l’altro, delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, fra i quali Silvio Guerrera. Numerosi gli episodi estorsivi ai danni di imprenditori edili attivi anche in territori esterni al mandamento, come Isola delle Femmine, Capaci e Carini, ai quali veniva imposto il pagamento di ingenti somme di denaro per la messa a posto. Ciò avveniva anche grazie anche al ruolo di collegamento con altre famiglie mafiose del territorio palermitano assunto da alcuni degli arrestati. I ricavi delle estorsioni, infatti, in alcuni casi venivano divisi tra le famiglie attive in diversi quartieri cittadini.

Tra i personaggi di rilievo l’imprenditore edile Baldassare Migliore, considerato un esponente della famiglia mafiosa di Passo di Rigano. Secondo gli investigatori Migliore si sarebbe occupato della ‘messa a posto’ di altri imprenditori – edili e non solo – a Isola delle Femmine, Capaci e Carini. In manette pure Giuseppe Fricano, ex reggente del mandamento di Resuttana che, in concorso con Giuseppe Torre e Salvatore Lucera, è accusato di una estorsione ai danni del lido Battaglia di Isola delle Femmine.

Il titolare avrebbe – dopo la mediazione anche di Fricano – sborsato 13 mila euro per l’intera stagione estiva; la somma sarebbe poi stata divisa tra le famiglie mafiose di Palermo Centro e Tommaso Natale. Girolamo Taormina sarebbe responsabile dell’estorsione al titolare dei vivai La Franca di Palermo.

Sono tre le estorsioni accertate dagli investigatori in seguito alle quali è stata registrata anche la collaborazione, successiva, degli imprenditori vittime. Ma il silenzio resta una ‘pratica’ diffusa. L’organizzazione era particolarmente attiva anche nel campo del traffico di stupefacenti nel capoluogo, tanto che uno degli indagati, con l’appoggio di Cosa nostra, a cui corrispondeva regolari somme di denaro in funzione dello stupefacente venduto, si era imposto come il principale spacciatore del quartiere Zen: si tratta di Fabio Chianchiano: a delinearne lo spesso criminale è il capo della Mobile, Rodolfo Ruperti: “Chianchiano, già detenuto, è considerato il più importante spacciatore sulla piazza dello Zen, grazie anche all’appoggio dell’associazione mafiosa”.

Mafia, colpo al mandamento San Lorenzo-Tommaso Natale: 10 arresti

L’uomo avrebbe pagato tremila euro per ogni chilo di cocaina venduta al boss Girolamo Biondino, all’epoca reggente del mandamento mafioso San Lorenzo-Tommaso Natale.

Questi gli arrestati Giuseppe Messia, 41 anni, Giovanni Messina, 40 anni, Girolamo Taormina, 36 anni, Giuseppe Fricano, 51 anni, Salvatore Lucera, 48 anni, Giuseppe La Torre, 67 anni, Fabio Chianchiano, 54 anni, Salvatore Verga, 28 anni, Francesco Di Noto, 30 anni, Baldassarre Migliore, 51 anni. Salvatore Lucera, Salvatore Verga, Francesco Di Noto e Fabio Chianchiano sono accusati di traffico di stupefacenti.

Alcuni degli imprenditori vittime del pizzo di Palermo hanno collaborato con la Polizia di Stato solo dopo essere stati convocati e messi davanti all’evidenza.

“Di fronte alle evidenze investigative – spiega Gianfranco Minissale, dirigente della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile di Palermo – una volta convocate da noi, le vittime delle estorsioni hanno confermato di avere dato delle somme, a titolo delle estorsioni”.

Sono quattro le estorsioni documentate. “Una era già stata documentata dai carabinieri, ora indicati anche gli altri”, dice ancora Minissale.


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