Mafia

Operazione antimafia a Siracusa, 6 fermati

Colpo al gruppo mafioso della Borgata a Siracusa ritenuto clan satellite dell'associazione mafiosa denominata Bottaro-Attanasio

Pubblicato 3 mesi fa

La Polizia sta eseguendo un provvedimento di fermo di indiziato di delitto della Procura distrettuale antimafia di Catania nei confronti di quattro siracusani accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa e porto illegale di armi. Nel corso dell’operazione, in seguito ad alcune perquisizioni, sono stati fermati altri due uomini vicini all’organizzazione, per detenzione illegale di armi e droga.

Al centro delle indagini il vertice del gruppo della Borgata, clan satellite dei Bottaro-Attanasio, che ha ereditato il suo nome dall’omonimo quartiere di Siracusa che si estende attorno alla piazza Santa Lucia. Giuseppe Guarino, 41 anni, avrebbe ricevuto l’investitura da parte di un noto esponente dei Bottaro-Attanasio, attualmente detenuto; gia’ all’indomani della sua recente scarcerazione, aveva scelto i propri fedelissimi assegnandogli specifici compiti e pretendendo da tutti il riconoscimento del suo ruolo di capo dell’associazione. Il gruppo garantiva l’assistenza familiare ai detenuti, il pagamento degli stipendi agli affiliati, la mutua assistenza con altre organizzazioni criminali, l’attivismo in carcere e il reclutamento di alcuni appartenenti a clan di schieramenti opposti nel gruppo della Borgata che esercitava attivita’ illecite dal traffico di droga alla gestione di bische clandestine.

La disponibilita’ di armi e degli immobili dove nasconderle permetteva al gruppo criminale di accrescere la propria forza intimidatrice e riaffermare la propria egemonia sul territorio. In un pomeriggio del mese scorso, questo potenziale offensivo si e’ manifestato in una spedizione punitiva ai danni di un uomo, prendendo di mira la sua abitazione, nel centro cittadino, bersaglio di numerosi colpi di arma da fuoco, per un debito della vittima. I colpi d’arma da fuoco, sono stati esplosi contro la finestra della casa, dove vi era la luce accesa, circostanza, per gli investigatori, che e’ prova della “gravita’ del gesto criminale, he avrebbe potuto avere conseguenze ben piu’ gravi”.

Gli investigatori della polizia di Stato hanno identificato i quattro coinvolti, tutti appartenenti al gruppo oggetto dell’indagine. Sono state inoltre trovate in un garage adibito a deposito di armi e stupefacente, due pistole, munizioni e un cospicuo quantitativo di droga. Nel corso dell’operazione e’ stato tratto in arresto uno dei complici e nella notte sono state eseguite perquisizioni con l’arresto di altre due persone, padre e figlio, vicine all’organizzazione, per detenzione illegale di droga e armi: in tutto sei pistole, circa 6 chili di hashish, munizionamento vario, materiale da confezionamento, giubbotti antiproiettile e altro.

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