Canicattì, 11 consiglieri comunali firmano mozione di sfiducia al sindaco Corbo
Undici consiglieri chiedono di sfiduciare il sindaco di Canicattì' Corbo
Tensione politica al comune di Canicattì. Undici consiglieri, Angelo Cuva, Gianluca Cilia, Fabio Falcone, Calogero Muratore, Giangaspare Di Fazio, Giuseppe Alaimo, Calogero Restivo e Dario Curto, Daniela Marchese Ragona, Giuseppe Lalicata e Anita Alessi, hanno firmato la mozione di sfiducia al Sindaco Corbo.
“Di fronte a una situazione segnata da disservizi, ritardi e responsabilità mai pienamente assunte, abbiamo ritenuto non più rinviabile un atto politico chiaro e responsabile”, si legge nella nota a firma dei consiglieri comunali. “Abbiamo redatto un documento analitico e costruito nel tempo, nel pieno rispetto delle regole e con senso delle istituzioni. Un lavoro che affonda le proprie radici in una crisi politico-amministrativa ormai evidente: dalla gestione dei servizi essenziali, a partire dall’acqua, fino al dissesto finanziario, alla paralisi decisionale, alla mancata attuazione delle mozioni approvate dal Consiglio Comunale e alla progressiva marginalizzazione dell’Assemblea cittadina. È doveroso ribadirlo con chiarezza: l’intero Consiglio Comunale è stato informato da settimane dell’avvio di questo percorso. La conclusione della prima bozza della mozione è stata comunicata formalmente e per tempo. Nessuna iniziativa improvvisata, nessuna imboscata, nessuna manovra opaca. Tutto è avvenuto alla luce del sole, con l’obiettivo di aprire un confronto serio e pubblico sul futuro amministrativo della città.
Alla luce del raggiungimento delle dieci firme necessarie, comunichiamo che la mozione di sfiducia verrà ufficialmente depositata il prossimo 12 marzo e fino a tale data sarà disponibile presso l’ufficio di presidenza per eventuali ulteriori adesioni. Seguirà quindi l’iter istituzionale che prevede che la discussione in Consiglio Comunale avvenga non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla presentazione della mozione. Questo passaggio è fondamentale per garantire alla città un dibattito pubblico, trasparente e definitivo su quanto accaduto negli ultimi anni e, in particolare, sulla gestione dell’attuale emergenza idrica.
Siamo pronti al confronto e ribadiamo con chiarezza che il testo non è blindato, continuano nella nota i consiglieri, potrà essere modificato, integrato e migliorato per favorire la più ampia convergenza possibile. L’obiettivo non è imporre un documento, ma portare la discussione nell’unico luogo legittimo del confronto democratico: l’aula consiliare. In quella sede, davanti alla città, ciascun consigliere sarà chiamato ad assumersi la propria responsabilità politica. Sarà chiaro chi intende continuare a sostenere l’attuale amministrazione e chi, invece, ritiene che dopo anni di inefficienze, promesse disattese e crisi conclamata, sia necessario restituire la parola ai cittadini attraverso il voto libero e democratico. Non si tratta di una battaglia personale, bensì di un atto politico necessario, imposto dalla realtà dei fatti e dal dovere di rappresentare una comunità stanca, disillusa e rassegnata a una gestione poco lungimirante.
Rivolgiamo pertanto un appello a tutti i consiglieri comunali: votate la mozione di sfiducia, per consentire a Canicattì di ritornare alle urne e ridare voce ai cittadini. È il momento di compiere una scelta di responsabilità e di dignità istituzionale, affinché si apra una nuova pagina per la nostra Città”, concludono i consiglieri comunali che nei prossimi giorni continueranno il confronto con tutti i consiglieri disponibili e annunciano una conferenza stampa che si terrà il 6 marzo alle ore 18:00 presso il Caffè Letterario per illustrare le ragioni di questa scelta e ribadire un principio semplice e non negoziabile: “Canicattì merita dignità istituzionale, chiarezza politica e una prospettiva concreta di futuro”.




