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“Sicilia sempre più vecchia e meno abitata”: cosa dice il censimento Istat

In Sicilia, come nel resto del Paese, si registra il nuovo record minimo delle nascite, con una riduzione di quasi un terzo rispetto ai 53mila nati di inizio millennio

Pubblicato 1 settimana fa

La popolazione residente in Sicilia, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2022, ammonta a 4.814.016 residenti, in calo rispetto al 2021 (-19.313 individui; -0,4%); circa la meta’ della popolazione vive nelle province di Palermo e Catania (47,3%). E’ quanto emerge dal Censimento permanente della popolazione in Sicilia di Istat. La diminuzione rispetto al 2021 e’ frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e dell’aggiustamento statistico.

RECORD DENATALITA’

In Sicilia, come nel resto del Paese, si e’ raggiunto un nuovo record di denatalita’. I nati sono 36.810 (-425 rispetto al 2021). Il tasso di mortalita’ e’ cresciuto dal 12,2 per mille del 2021 al 12,3 per mille del 2022, con un picco del 14,3 per mille registrato nella provincia di Enna. Le donne sono il 51,3% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 123mila unita’, prevalentemente a causa della maggiore longevita’ femminile. L’eta’ media si e’ innalzata rispetto al 2021 da 44,9 a 45,2 anni. Ragusa e Catania sono le province piu’ giovani (rispettivamente 44,1 e 44,2 anni), Messina ed Enna quelle piu’ anziane (46,7 e 46,5 anni). Gli stranieri censiti sono 191.368 (+6.763 rispetto al 2021), il 4,0% della popolazione regionale. Provengono da 164 Paesi, prevalentemente da Romania (24,0%), Tunisia (12,0%) e Marocco (8,1%). Piu’ di un quarto della popolazione (26,3%) vive nei quattro comuni con oltre 100.000 abitanti (Palermo, Catania, Messina e Siracusa) e poco meno di un quarto in quelli con popolazione tra 20.001 e 50.000 abitanti (24,3%).

ISOLANI IN FLESSIONE

In Sicilia si tratta di 4.814.016 unita’, l’8,2% della popolazione italiana. Rispetto al 2021 i dati censuari evidenziano una flessione di 19.313 unita’ nella regione, percentualmente superiore (-0,4%) a quella media nazionale (-0,1%). L’unica provincia a registrare un incremento della popolazione e’ Ragusa (+1.651 residenti). Tra le altre province, Palermo perde 4.802 residenti, seguita da Catania (-3.081) e da Messina (-3.049). In termini relativi, le diminuzioni maggiori si registrano nelle province di Enna (-1,1%) e Caltanissetta (-0,9%). Quasi la meta’ della popolazione risiede nelle due province di Palermo (25,0%) e Catania (22,3%), le sole a superare il milione di abitanti. Segue la provincia di Messina, che con piu’ di 600mila residenti raccoglie il 12,5% dei residenti della regione. Le altre sei province ospitano il 30,2% dei residenti. La significativa diminuzione della popolazione residente in Sicilia nel 2022 e’ frutto della somma di due saldi negativi, quello naturale (-22.656 unita’) e quello migratorio interno (-16.884), non compensata dai valori positivi del saldo migratorio con l’estero (+14.210) e dell’aggiustamento statistico (+6.017). Tutte le province seguono l’andamento regionale, in particolare Messina e’ la provincia con il piu’ basso saldo naturale (-4.540), Palermo e’ quella con il saldo migratorio interno piu’ basso (-4.113), mentre Ragusa ha il saldo migratorio estero piu’ elevato (+2.957) Il saldo naturale nella regione conferma la dinamica sfavorevole in corso, caratterizzata da un eccesso dei decessi (59.466) sulle nascite (36.810).

NASCITE AL MINIMO

In Sicilia, come nel resto del Paese, si registra il nuovo record minimo delle nascite, con una riduzione di quasi un terzo rispetto ai 53mila nati di inizio millennio. Prosegue il trend negativo del tasso di natalita’, passando dal 7,7 per mille del 2021 al 7,6 del 2022, pur mantenendosi piu’ elevato della media nazionale (6,7 per mille abitanti). A livello provinciale il maggior decremento (da 6,9 a 6,5 per mille nel 2022) si riscontra a Messina, che insieme a Enna presenta il valore minimo in regione; in controtendenza Agrigento (da 7,2 a 7,5 per mille), stabili Palermo e Trapani. Rispetto all’anno precedente il numero dei morti cresce di 637 unita’, in linea con il progressivo invecchiamento della popolazione. L’incremento dell’1,1% e’ comunque inferiore al dato nazionale (+2,0%). Il piu’ elevato numero di decessi si e’ registrato durante i mesi piu’ rigidi, da gennaio a marzo, e nei mesi piu’ caldi, in particolare a luglio. In questi quattro mesi si sono rilevati 23.785 decessi, il 40% del totale, dovuti soprattutto alle condizioni climatiche avverse che hanno penalizzato individui anziani o fragili dal punto di vista delle condizioni di salute. Pur in presenza di una popolazione mediamente piu’ giovane, la mortalita’ in Sicilia e’ superiore alla media nazionale (12,1 morti ogni mille abitanti) e si attesta al 12,3 per mille nel 2022 (dal 12,2 dell’anno precedente): i valori provinciali variano dall’11,0 per mille di Ragusa al 14,3 per mille di Enna, dove si e’ registrato l’aumento piu’ consistente. Non si arresta la perdita di popolazione verso il resto del Paese. Infatti, il saldo migratorio interno (con gli altri comuni italiani) ha registrato un bilancio negativo di quasi 17mila persone, circa un quarto del quale relativo alla provincia di Palermo.

TASSI MIGRATORI

Il tasso migratorio interno passa da -2,5 del 2021 a -3,5 per mille nel 2022; la flessione osservata e’ piu’ marcata nella provincia di Enna (da -4,2 a -6,0 per mille), piu’ contenuta a Siracusa (da -1,8 a -2,1 per mille). Segnali positivi si rilevano invece, anche nel 2022, per i movimenti migratori internazionali. La differenza tra entrate e uscite con l’estero restituisce un saldo migratorio netto positivo in tutte le province, pari a poco piu’ di 14mila unita’ a livello regionale. Ragusa e Messina, con un saldo positivo di quasi 3 mila unita’ ciascuna, confermano la propria vocazione di aree piu’ attrattive della regione. Il tasso migratorio con l’estero (2,9 per mille) si mantiene sotto la media nazionale (4,4): in crescita in tutte le province rispetto al 2021, oscilla tra l’1,2 per mille di Palermo e il 9,3 per mille di Ragusa.

LE DONNE AL 51,3%

La prevalenza della componente femminile nella struttura per genere si conferma anche nel 2022. Le donne superano gli uomini di oltre 123mila unita’ e rappresentano il 51,3% della popolazione residente. Il peso della componente femminile si evidenzia particolarmente nelle eta’ piu’ avanzate a seguito della maggiore longevita’ femminile.

ETA’ MEDIA IN CRESCITA

Nel 2022 la popolazione siciliana presenta una struttura per eta’ sensibilmente meno anziana rispetto al totale del Paese, come emerge dal profilo delle piramidi delle eta’ sovrapposte. L’eta’ media, in leggera crescita sul 2021 (44,9), e’ di 45,2 anni, contro i 46,4 anni della media nazionale. Aumentano l’indice di vecchiaia, che passa da 167,6 del 2021 a 172,0 del 2022, e lievemente l’indice di dipendenza degli anziani, che si attesta a 35,8 contro 35,2 del 2021. Cresce anche l’indice di struttura della popolazione attiva, che passa da 129,3 del 2021 a 130,1. A livello provinciale, Ragusa e Catania presentano la struttura demografica piu’ giovane; all’opposto, il processo di invecchiamento e’ piu’ evidente nelle province di Enna e Messina.

GLI STRANIERI IN CRESCITA

La popolazione straniera in Sicilia, al 31 dicembre 2022, ammonta a 191.368 persone, il 3,7% degli stranieri residenti in Italia. Oltre la meta’ risiede nelle tre province di Catania (18,2%), Palermo (18,0%) e di Ragusa (16,5%). L’incidenza della popolazione straniera sulla popolazione residente e’ minore rispetto al dato nazionale (4% contro 8,7%); i valori sono compresi tra il 2,5% di Enna e il 10% di Ragusa. Il bilancio demografico (Prospetto 6) evidenzia una crescita complessiva della popolazione straniera residente in regione rispetto al 2021 di 6.763 unita’, corrispondente ad un tasso di incremento positivo del 3,7%. Da segnalare il saldo migratorio con l’estero fortemente positivo (+15.359 unita’) in grado di compensare piu’ che proporzionalmente il seppur consistente flusso di acquisizioni di cittadinanza italiana (-7.407 unita’). Questi due valori, unitamente alla positivita’ del saldo naturale della popolazione straniera, sembrano mostrare una presenza straniera dotata di una progettualita’ migratoria relativamente stabile. A livello provinciale il quadro non cambia. Tutte le province presentano tassi di crescita positivi della popolazione straniera residente rispetto all’anno precedente, con valori che oscillano tra l’1,9% di Enna e il 4,8% di Ragusa. Rispetto a quella italiana, la popolazione straniera presenta una distribuzione per eta’ piu’ giovane, evidenziata da bassi valori degli indici di dipendenza strutturale (26,7 contro 58,2 dei cittadini italiani) e di vecchiaia (27,0 contro 179,6 degli italiani). Le variazioni interprovinciali di questi indicatori, cosi’ come l’eterogenea incidenza della popolazione femminile rispetto a quella maschile, dipendono dalla diversa caratterizzazione del fenomeno migratorio, dal carattere individuale o familiare, dalla durata del percorso migratorio, dalle cittadinanze prevalenti, piu’ o meno inclini all’acquisizione della cittadinanza italiana. La maggior parte degli stranieri residenti in Sicilia proviene dall’Europa (39,2%), il 35,0% dall’Africa, il 22,3% dall’Asia e il 3,5% dall’America. Minime le presenze dall’Oceania e di apolidi. I cittadini stranieri provengono da 164 Paesi del mondo, soprattutto da Romania (24,0%), Tunisia (12,0%), Marocco (8,1%) e Sri Lanka (6,4%). I residenti stranieri di cittadinanza tunisina, singalese e bengalese presentano in Sicilia una piu’ alta concentrazione rispetto alle percentuali nazionali, mentre le quote sono inferiori per le cittadinanze albanese e cinese.

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