Ribera

Sindaci e agricoltori del comprensorio di Ribera protestano davanti sede dell’assessorato all’Energia

Obiettivo è ottenere il via libera ad un certo quantitativo di metri cubi dell'acqua della diga Castello anche per le campagne

Pubblicato 2 settimane fa

Un presidio di protesta si è tenuto oggi a Palermo, in viale Campania, davanti la sede dell’assessorato regionale all’Energia. Protagonisti: sindaci e produttori agricoli del comprensorio agricolo di Ribera (Agrigento). Al centro delle rivendicazioni dei manifestanti: la necessità di nuovi concreti impegni da parte degli enti regionali affinché vengano riservate alcune irrigazioni di emergenza alle coltivazioni servite dalla diga Castello. “Ci è stato riferito – ha detto il primo cittadino di Ribera Matteo Ruvolo – che è stata convocata una nuova riunione, da tenersi nelle prossime ore, tra i vertici di Dipartimento Acque e Rifiuti, Autorità di bacino, Commissario straordinario per l’emergenza idrica, Consorzio di bonifica Agrigento 3 ed Aica (l’azienda pubblica che gestisce le risorse idriche per usi civici in provincia di Agrigento) per rivedere le attuali assegnazioni dei volumi idrici della diga Castello, al momento destinati esclusivamente agli usi civici”. Tra i presenti al presidio odierno anche i componenti del comitato che si è recentemente costituito a Ribera “Insieme per l’acqua”. Obiettivo di amministratori ed agricoltori: quello di ottenere il via libera ad un certo quantitativo di metri cubi dell’acqua della diga Castello anche per le campagne. Si punta in particolare ad ottenere la disponibilità di almeno due milioni di metri cubi di acqua, anche se l’obiettivo è quello di averne ancora di più. Ma anche se si raggiungesse questo accordo è necessario prima effettuare la manutenzione degli impianti. A questo proposito il sindaco di Ribera ha detto di avere appreso che “Dipartimento Acque e Consorzio di bonifica Agrigento 3 hanno rinnovato la convenzione, scaduta da tempo, che permetterà al Consorzio stesso di affidare i lavori per la riparazione di almeno 6 impianti idraulici tuttora guasti, e che convogliano l’acqua della diga Castello nelle reti di distribuzione destinate alle campagne”.

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