Uccise maresciallo dei carabinieri: confermato ergastolo

Redazione

Trapani

Uccise maresciallo dei carabinieri: confermato ergastolo

di Redazione
Pubblicato il Mar 2, 2020
Uccise maresciallo dei carabinieri: confermato ergastolo

Nuova condanna all’ergastolo per Nicolò Girgenti, 48 anni, il vivaista accusato di avere ucciso il maresciallo dei carabinieri Silvio Mirarchi, la notte tra il 31 maggio e l’1 giugno 2016 nel marsalese (Trapani). Oggi la Corte d’appello di Palermo ha confermato la pena del carcere a vita per l’uomo. A uccidere il maresciallo – quella notte impegnato in un sopralluogo nei pressi di una serra con 6000 piante di canapa afgana in contrada Ventrischi (Marsala) – fu un proiettile sparato da una semiautomatica Star, modello Bs calibro 9×19 ma sul luogo, oltre ai bossoli del collega che era dotato di una semiautomatica Beretta, vennero trovati i bossoli di una terza arma. “Arrivati all’incirca dove ci sono le serre il maresciallo ha acceso la lampadina e abbiamo intimato: ‘alt, fermi, carabinieri’. Ma non abbiamo finito di dire le parole che ci hanno sparato addosso”, racconto’ l’appuntato Antonello Massimo Cammarata, che si trovava assieme a Mirarchi durante il sopralluogo. In seguito all’agguato i militari dell’Arma indagarono su un gruppo di persone che gravitava attorno alla gestione della serra poi sequestrata e il 22 giugno fu arrestato Girgenti che da allora si trova detenuto al ‘Pagliarelli’ di Palermo. L’uomo fu sottoposto allo stub, un tampone simile al guanto di paraffina analizzato dai Ris di Messina rilevando un’alta percentuale di sostanze (nichel e rame) che – secondo i legali dell’uomo – erano riconducibili alle sue attivita’ agricole. Nella sentenza di primo grado la Corte d’Assise di Trapani confermo’ la compatibilita’ tra le tracce di polvere da sparo ritrovate sui vestiti di Girgenti e l’arma che uccise Mirarchi. Per la gestione della serra di marijuana invece il Tribunale di Marsala condanno’ Girgenti a 2 anni e mezzo di carcere, Francesco D’Arrigo (gestore della serra) a 3 anni e mezzo e Fabrizio Messina Denaro (nessuna parentela con l’omonima famiglia mafiosa) a 3 anni.


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