Licata

Licata, inchiesta “Catene spezzate”: revocata misura cautelare a infermiere

Una novità nella vicenda inerente l’inchiesta “Catene spezzate” e che vede indagate 8 persone e al centro dell’attenzione dei magistrati la cooperativa sociale Onlus Suami, che gestiva il centro di accoglienza di Licata dove,secondo le accuse, i malati sarebbero stati maltrattati, puniti, nutriti con alimenti scaduti e in alcuni casi legati con delle catene. Il gip Alessandra Vella […]

Pubblicato 10 anni fa

Una novità nella vicenda inerente l’inchiesta “Catene spezzate” e che vede indagate 8 persone e al centro dell’attenzione dei magistrati la cooperativa sociale Onlus Suami, che gestiva il centro di accoglienza di Licata dove,secondo le accuse, i malati sarebbero stati maltrattati, puniti, nutriti con alimenti scaduti e in alcuni casi legati con delle catene.

Il gip Alessandra Vella ha infatti revocato deciso di revocare, accogliendo le istnaze della difesa, la misura del divieto di obbligo di dimora in provincia di Agrigento per Giovanni Camilleri, infermiere professionale licatese.

I coninvolti nella vicenda sono Salvatore Lupo, 40 anni di Favara; Caterina Federico, 33 anni di Licata; Angelo Federico, 30 anni di Licata; Domenico Savio Federico, 25 anni di Licata; Giovanni Cammilleri, 26 anni di Licata; Salvatore Gibaldi, 39 anni, nato a Gela ma residente a Licata, Angela Ferranti, 49 anni di Licata; Maria Cappello, 46 anni di Licata.

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