Agrigento

Agrigento, il Noe sequestra il depuratore del Villaggio Mosè

I carabinieri del Noe sequestrato il depuratore del Villaggio Mosè.Il provvedimento è scattato per il malfunzionamento della vasca di ossidazione dovuto alla rottura di due pompe che non sarebbero state adesso sostituite da Aica, Azienda idrica comuni agrigentini, (subentrata alla fallita Girgenti acque) che si occupa del rifornimento idrico di numerosi comuni della provincia nonché […]

Pubblicato 4 anni fa

I carabinieri del Noe sequestrato il depuratore del Villaggio Mosè.
Il provvedimento è scattato per il malfunzionamento della vasca di ossidazione dovuto alla rottura di due pompe che non sarebbero state adesso sostituite da Aica, Azienda idrica comuni agrigentini, (subentrata alla fallita Girgenti acque) che si occupa del rifornimento idrico di numerosi comuni della provincia nonché della depurazione.
A far scattare l’indagine autonoma del Carabinieri del Nucleo operativo ecologico è stata una segnalazione-denuncia da parte di un cittadino residente a San Leone che aveva notato il cattivo malfunzionamento dell’impianto. I militari dell’Arma in perfetta autonomia hanno immediatamente avviato i controlli di rito, effettuando rilievi e sondaggi, giungendo alla conclusione di porre sotto sequestro l’impianto e mandare il relativo carteggio giudiziario alla Procura della Repubblica di Agrigento che ha già convalidato il sequestro ed aperto un fascicolo giudiziario contro noti, ossia l’attuale dirigenza dell’azienda, da qualche mese ai vertici della società.
Non è la prima volta che scattano i sigilli per la struttura.
Già nel marzo di cinque anni fa il Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella aveva disposto il sequestro del depuratore del Villaggio Mosè, dopo le analisi, eseguite dall’Arpa, che avrebbero dimostrato la presenza di reflui inquinanti in uscita. Il provvedimento, su incarico dei pm venne eseguito dagli agenti della Polizia municipale del Nucleo di tutela ambientale.
L’impianto di Villaggio Mosè divenne un caso unico e di rilevanza nazionale quando si scoprì che il refluo in entrata, secondo l’Arpa, risultava essere meno inquinato del refluo in uscita. Un caso assolutamente clamoroso.
E, mentre sono state da tempo definite le procedure espropriative e completata la fase progettuale, si aspetta la realizzazione del nuovo (maxi) depuratore, certamente non sottostimato come quello attuale, i cui lavori partiranno a dicembre e dureranno almeno tre anni. Il nuovo depuratore servirà un’ampia area che comprende le frazioni di Villaggio Mosè e Cannatello ed il Comune di Favara e darà, finalmente, dignità e tutela a territori di grande pregio.
Il cattivo funzionamento, se non il completo spegnimento dell’impianto di Villaggi Mosè odierno, sembra sia stato dovuto alla rottura di due pompe che hanno pregiudicato l’attività della vasca di ossidazione. Del guasto sapeva per tempo la gestione tecnica dell’Aica ma ogni possibilità di intervento è risultata vana per mancanza di risorse finanziarie ed imprese pronte ad intervenire. Il maltempo di questi ultimi giorni, poi, ha fatto il resto.
Contro il provvedimento di sequestro l’Aica sembrerebbe decisa a proporre ricorso sostenendo, tra le altre cose, la mancata formalizzazione del passaggio di consegne ad opera della curatela fallimentare e la mancata conoscenza, attraverso relazioni specifiche, della criticità degli impianti.
Una linea di difesa ancora in evoluzione e tesa ad escludere ogni responsabilità penale.

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