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Agrigento, “No alla guerra tra i poveri”

“L’immigrazione non e’ percepita in maniera cosi’ negativa in Sicilia, perche’ quasi tutti hanno un familiare che e’ stato costretto a lasciare l’Italia per trovare lavoro altrove. Ma negli ultimi tempi questo modo di percepire l’immigrazione si sta invertendo”: cosi’ alla DIRE Valerio Landri della Caritas di AGRIGENTO, a margine della presentazione del rapporto di Caritas […]

Pubblicato 9 anni fa

“L’immigrazione non e’ percepita in maniera cosi’ negativa in Sicilia, perche’ quasi tutti hanno un familiare che e’ stato costretto a lasciare l’Italia per trovare lavoro altrove. Ma negli ultimi tempi questo modo di percepire l’immigrazione si sta invertendo”: cosi’ alla DIRE Valerio Landri della Caritas di AGRIGENTO, a margine della presentazione del rapporto di Caritas Italia su poverta’ giovanile ed esclusione sociale. “Chi e’ costretto a lasciare la propria terra lo fa sempre a malincuore secondo me” sottolinea Landi. “Si parla tanto di immigrati che rubano il lavoro agli italiani ma questo non e’ vero, perche’ se un italiano fosse disposto a fare il lavoro che fa un immigrato, lo farebbe fin da subito. Gli immigrati fanno quei lavori che gli italiani non vogliono fare. La lotta tra poveri e’ un problema vero e sta appunto invertendo la percezione che i siciliani hanno degli immigrati. Contro questa tendenza, Caritas Italia ha lanciato il programma ‘Rifugiato a casa mia’, all’interno del quale famiglie italiane aiutano gli immigrati ad integrarsi. Perche’ non bisogna dimenticare che dietro la parola ‘immigrazione’ ci sono i volti di persone come noi” .

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