Asp Agrigento, diritti negati ai lavoratori e denaro pubblico sprecato: la Cgil chiede un cambio di rotta
La nota del segretario Alfonso Buscemi
L’ennesima condanna inflitta all’ASP di Agrigento dal Tribunale di Agrigento conferma una prassi che la CGIL denuncia da tempo: il mancato riconoscimento dei diritti dei lavoratori e una gestione del contenzioso che finisce per gravare inutilmente sulle casse pubbliche.
La vicenda riguarda una dirigente medica impegnata nella campagna vaccinale contro il Covid-19 nel corso del 2021, alla quale il Tribunale ha riconosciuto il diritto al pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario effettivamente svolte. Un diritto sacrosanto che avrebbe dovuto essere riconosciuto dall’Azienda senza costringere la lavoratrice a ricorrere alla giustizia.
La CGIL di Agrigento, nell’interesse della propria iscritta, aveva avanzato ripetute richieste di pagamento e successivamente notificato una formale diffida all’ASP. Richieste rimaste inspiegabilmente senza risposta. Ancora più grave è il fatto che, una volta avviato il giudizio, l’ASP di Agrigento non si sia nemmeno costituita in tribunale, subendo così una condanna in contumacia. Un atteggiamento che lascia sconcertati e che dimostra una gestione del contenzioso quantomeno discutibile. A fronte di un credito di circa 2.400 euro spettante alla lavoratrice, l’Azienda è stata infatti condannata anche al pagamento degli interessi, di 1.030 euro di spese legali, oltre IVA, CPA e ulteriori accessori di legge. Soldi pubblici che avrebbero potuto essere risparmiati se solo l’ASP avesse agito con buon senso, riconoscendo tempestivamente quanto dovuto. Purtroppo non si tratta di un episodio isolato. Sono numerosi i contenziosi analoghi che riguardano l’ASP di Agrigento e molti risultano ancora pendenti. Una situazione che impone una seria riflessione sulle modalità con cui vengono gestite le relazioni con il personale e le vertenze di lavoro. La CGIL di Agrigento esprime profonda delusione per questo modo di procedere. Non è accettabile che si costringano lavoratrici e lavoratori a rivolgersi ai tribunali per ottenere il riconoscimento di diritti evidenti. Non è accettabile che si continui a utilizzare risorse pubbliche per pagare spese legali e condanne che potrebbero essere evitate attraverso una gestione più responsabile ed efficiente. L’ASP cambi approccio e apra una stagione di confronto, trasparenza e rispetto dei diritti. I lavoratori della sanità, soprattutto coloro che durante la pandemia hanno garantito servizi essenziali e contribuito in prima linea alla campagna vaccinale, meritano riconoscenza e rispetto, non silenzi e contenziosi. La CGIL continuerà a tutelare le lavoratrici e i lavoratori e a denunciare ogni comportamento che produca ingiustizie e spreco di denaro pubblico. Un particolare ringraziamento va all’Avvocato Andrea Carnabuci per la professionalità e la competenza con cui ha rappresentato la lavoratrice, consentendole di ottenere il pieno riconoscimento delle proprie ragioni.


