Attentato Berlino, quando appiccò il fuoco a Lampedusa il tunisino ricercato era minorenne
Quando Anis Amri, il tunisino ricercato per la strage di Berlino, aveva appiccato l’incendio al centro d’accoglienza di Lampedusa era ancora minorenne. E’ quanto emerge dalle carte della Procura di Agrigento che all’epoca aveva coordinato l’inchiesta che aveva portato in carcere quattro persone. Tra loro c’era proprio Anis Amri, che all’epoca, il 20 settembre del […]
Quando Anis Amri, il tunisino ricercato per la strage di Berlino, aveva appiccato l’incendio al centro d’accoglienza di Lampedusa era ancora minorenne. E’ quanto emerge dalle carte della Procura di Agrigento che all’epoca aveva coordinato l’inchiesta che aveva portato in carcere quattro persone. Tra loro c’era proprio Anis Amri, che all’epoca, il 20 settembre del 2011, non aveva ancora raggiunto la maggiore età. Era stata la Procura dei Minori di Palermo a cordinare l’indagine nei suoi confronti. Quel giorno un incendio di vaste proporzioni era scoppiato nel centro d’accoglienza di Contrada Imbriacola a Lampedusa, dove erano ospitati circa 1300 immigrati tunisini. Circa 800 gli immigrati erano riusciti a fare perdere le loro tracce ma 400 erano poi stati rintracciati dai carabinieri vicino al molo Favaloro, gli altri in vari luoghi dell’isola. La nube di fumo che si era sollevata dal rogo aveva investito anche il centro abitato, arrivando fin sopra l’aeroporto che era stato momentaneamente chiuso. Dopo pochi giorni vennero arrestati dalla Squadra mobile undici persone, tra cui quattro accusati proprio del rogo. E tra loro c’era il giovane tunisino che poi venne rinchiuso, dopo avere raggiunto la maggiore età, all’Ucciardone e successivamente a Enna. Poi il viaggio in Germania. Con un decreto di espulsione in tasca. Qui, come dice oggi il fratello ai media tedeschi, si sarebbe radicalizzato. Fino alla strage di lunedì al mercatino di Natale.


