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Donne e riti voodoo, dalla Nigeria alla prostituzione, passando per l’ospedale di Agrigento

Una fuga dalla Nigeria col sogno di diventare una parrucchiera in Italia, la traversata nel deserto fino alle coste e alle carceri libiche, riti voodoo e sfruttatori. Si e’ chiusa questa mattina a Modena l’odissea di una 21enne nigeriana: l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Barbara Malvasi, su richiesta del pm Marco Imperato, ha […]

Pubblicato 8 anni fa

Una fuga dalla Nigeria col sogno di diventare una parrucchiera in Italia, la traversata nel deserto fino alle coste e alle carceri libiche, riti voodoo e sfruttatori. Si e’ chiusa questa mattina a Modena l’odissea di una 21enne nigeriana: l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Barbara Malvasi, su richiesta del pm Marco Imperato, ha consentito infatti di arrestare i suoi due aguzzini. Agli arresti, lui ai domiciliari e lei in carcere, si trovano ora una nigeriana 29enne, in regola con le norme sul soggiorno, e un italiano 63enne, residenti entrambi a Modena: sono ritenuti responsabili di sfruttamento della prostituzione, nel caso della 29enne anche di foraggiamento dell’immigrazione clandestina. In realta’, tramite una pratica ben rodata, i due riuscivano a far entrare attraverso la rotta libica diverse giovani donne, che attraverso la magia nera venivano indotte alla prostituzione sulla piazze di Modena e non solo. Le indagini in citta’ si sono susseguite per diversi mesi attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e analisi dei tabulati, spiegano in conferenza stampa i dirigenti della Mobile di Modena in presenza del nuovo questore Filippo Santarelli. Ebbene, la giovane signora, la “madame”, sfruttava insieme al ‘collega’ la ragazza costringendola alla prostituzione. Tutto nasce dalla denuncia della stessa giovane, che ricostruisce l’iter e le sue vicissitudini dalla Nigeria all’Italia. La 21enne viene conosciuta dalla signora in Nigeria e le viene promesso che sarebbe arrivata in Italia, munita di documenti falsi che la identificano come minorenne, per lavorare come parrucchiera, ma in cambio le si chiede un impegno di 30.000 euro.

La ragazza non capisce bene, ma per ‘capire meglio’ viene sottoposta in Nigeria a un rito voodoo: in sostanza, gli sfruttatori le fanno mangiare un fegato crudo di gallina e bere dell’alcol, dicendole che se non avesse rispettato “l’accordo” sarebbe morta. Cosi’, a bordo di un pick-up la giovane attraversa il deserto fino ad arrivare alle spiagge libiche, dove insieme ad altri 700 connazionali viene arrestata dalla Polizia locale e passa alcuni giorni nelle carceri libiche. Poi, un giorno, lo sbarco a Lampedusa. Qui la ragazza viene chiusa in centro per minori, sempre su suggerimento al telefono di ‘madame’, ma soprattutto incontra qualcuno che le dice che “a giorni” sarebbe dovuta scappare, prima a Napoli e poi a Bologna. Tentando di fuggire, la ragazza si fa male e viene ricoverata in ospedale a Agrigento, prima appunto della corsa a Napoli e a Bologna, dove la stessa donna arrestata oggi la conduce in una casa in compagnia di un’altra donna che esercita la prostituzione e induce la giovane a fare altrettanto. Alla 21enne vengono cosi’ forniti tutti gli indumenti e tutte le indicazioni per prostituirsi, sempre con la minaccia dei 30.000 euro da ‘saldare’ in cambio di vitto e alloggio. La giovane subisce vessazioni e violenze ma alla fine si oppone, chiamando il proprio fidanzato in Nigeria che la consiglia di sporgere denuncia, e cosi’ e’ successo. Ora la giovane vittima si trova in un centro antiviolenza di Modena.

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