Agrigento

“Eliminare i cassonetti ha provocato le discariche”: il quasi ex sindaco vuole rivedere il porta a porta

Presentato nel PIAO un progetto dedicato alla revisione del sistema che si collega anche all'appalto in fase di affidamento: ma il tempo è finito

Pubblicato 29 minuti fa

Dall’analisi delle criticità del sistema “porta a porta” ai nuovi obiettivi programmatici: investimenti, digitalizzazione e il traguardo del 65% di differenziata nel piano comunale.

L’Amministrazione Micciché saluta la città occupandosi, con un piede già fuori dalla porta, del futuro della raccolta differenziata. La questione sarà presentata questa mattina alla stampa durante una conferenza che diventa anche un commiato formale, ma quanto deciso è già stato inserito in un documento formale, il cosidetto PIAO, che contiene una macro-area programmatica denominata appunto “Agrigento Futura”.

La necessità di un intervento strutturale, dice l’atto, nasce da un’analisi degli effetti prodotti dalle precedenti scelte gestionali: il sistema di raccolta differenziata “porta a porta”, accompagnata dalla contestuale rimozione dei cassonetti stradali, ha generato nel tempo una serie di gravi criticità sul piano igienico-sanitario a causa dell’assenza di controlli ma, anche, data la difficoltà oggettiva a individuare tutti i “lanciatori seriali”.

L’Amministrazione punta il dito sul sistema, più che sui cittadini indisciplinati. Nell’atto si legge che l’eliminazione dei cassonetti “ha, di fatto, indotto l’utente irregolare a creare discariche a cielo aperto in varie zone della città, aggravando le condizioni igienico-sanitarie e distogliendo risorse dal servizio ordinario di spazzamento e scerbamento”.

Per invertire questa tendenza e mitigare la pressione fiscale sulle famiglie, la pianificazione strategica prevede una nuova organizzazione – inserita già nel nuovo appalto, in fase di aggiudicazione – si baserà su una flessibilità logistica mirata: nelle zone urbane in cui il sistema porta a porta si è dimostrato eccessivamente difficoltoso o dispendioso, si valuterà il ritorno a sistemi di raccolta stradale evoluti.

Tra le soluzioni prospettate spicca l’adozione di cassonetti differenziati interrati, dotati di sistemi di apertura controllata tramite tessere magnetiche. Questo meccanismo consentirà di tracciare i conferimenti e di introdurre formule di premialità tariffaria per i cittadini più virtuosi. Al fine di garantire la massima trasparenza e un diretto controllo pubblico sulle dinamiche di costo, l’Amministrazione manterrà la governance complessiva del settore, valutando parallelamente la fattibilità tecnica ed economica di un ritorno alla gestione “in house” (diretta).

L’obiettivo dichiarato è l’abbattimento delle tariffe per l’utenza, da perseguire anche attraverso l’intercettazione di canali di finanziamento dedicati su scala nazionale e internazionale. Un pilastro fondamentale della nuova strategia è rappresentato dal potenziamento delle infrastrutture di conferimento, con la programmazione di Centri Comunali di Raccolta (CCR), in questi anni mai realizzate per impossibilità di individuare aree da destinare a questo scopo, con disagi pesantissimi per i cittadini.

I nuovi centri saranno dislocati al di fuori del centro abitato, con una preferenza per l’area della Zona Industriale o comunque all’interno di lotti opportunamente schermati dall’ambiente circostante. Per garantire la massima accessibilità, le strutture rimarranno operative sei giorni su sette, coprendo l’intera giornata. All’interno di questi spazi verranno progressivamente integrati i “Negozi gratuiti di riuso”, luoghi dedicati allo scambio di beni usati volti a promuovere l’economia circolare e a ridurre a monte la produzione di rifiuti. Il cambiamento culturale rappresenta la condizione necessaria per il successo delle nuove misure operative. A tal fine, l’ente ha pianificato campagne stabili di educazione e sensibilizzazione ambientale all’interno degli istituti scolastici, partendo dalle scuole primarie fino alle medie superiori. Il collegamento delle giovani generazioni si articolerà anche attraverso eventi pubblici di forte impatto sociale, concepite per trasferire i valori del recupero dei materiali direttamente nelle piazze cittadine.

Parallelamente, il Comune adotterà una rigida politica di riduzione dell’impatto ambientale delle proprie strutture, eliminando la plastica monouso dagli uffici pubblici, dai musei e dai siti di propria competenza, assumendo il ruolo di modello istituzionale “Plastic-Free”.

La struttura amministrativa ha fissato parametri quantitativi stringenti per monitorare l’efficacia delle misure introdotte nel corso del presente esercizio, impostando come target di rendimento per l’anno 2026 una quota di raccolta differenziata superiore al 65% e una riduzione geometrica del 40% delle discariche abusive censite sul territorio.

C’hanno messo solo sei anni per capirlo.

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