Catania

Gdf, sequestrati oltre 24 mila prodotti scolastici non sicuri

Sequestrati oltre 24.000 prodotti scolastici e materiale di cancelleria non conformi ai requisiti previsti dal Codice del Consumo e potenzialmente pericolosi per la salute

Pubblicato 8 ore fa

Nel quadro delle attività di controllo economico del territorio volte a verificare il rispetto della normativa nel settore del commercio a tutela della sicurezza del consumatore, i finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno sottoposto a sequestro oltre 24.000 prodotti scolastici e materiale di cancelleria, in quanto non riportanti le indicazioni minime previste dal Codice del Consumo, ivi incluse le informazioni su luogo d’origine e produttore/importatore, nonché le istruzioni, le precauzioni e la destinazione d’uso. In alcuni casi i prodotti erano anche sprovvisti del marchio CE, necessario per attestare la conformità agli standard di sicurezza imposti dall’Unione Europea.

La merce è stata rinvenuta dalle Fiamme gialle della Compagnia di Paternò presso un esercizio commerciale di Bronte. Tra gli oggetti risultati non conformi alle normative vigenti – e quindi potenzialmente pericolosi per la salute – ci sono prodotti destinati prevalentemente a ragazzi e bambini come penne, matite, materiale tecnico per la scuola, articoli per feste di compleanno, tutti immediatamente ritirati dalla vendita e posti sotto sequestro amministrativo al fine di tutelare la sicurezza dei consumatori e garantire, altresì, la corretta pratica concorrenziale del mercato.

Contestualmente al sequestro amministrativo degli articoli, al titolare della ditta sono state comminate sanzioni amministrative potenzialmente fino a 25.000 euro, con segnalazione delle violazioni alle competenti Autorità amministrative.

Si ricorda come l’assenza sui prodotti delle indicazioni sulla provenienza e sulla composizione merceologica, oltre a costituire un illecito amministrativo in violazione del c.d. “Codice del Consumo”, rappresenti un concreto rischio e una minaccia per la salute dei consumatori finali, in quanto spesso sottende l’utilizzo di materie prime di scarsa qualità, se non addirittura nocive, senza rispettare i rigorosi standard di produzione stabiliti dalla normativa europea e nazionale. Si tratta di fenomeni illeciti che, al tempo stesso, disvelano la presenza di imprese che operano una concorrenza sleale in danno degli operatori economici rispettosi della legge, alterando in questo modo il mercato di settore.

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