Palma, tentato omicidio Cammarata, consulenti della difesa: “Non è certo che spararono due armi”
Udienza, ieri, del processo, che si svolge col rito abbreviato, che vede imputati di tentato omicidio Luigi Bracco e Giuseppe Braccio, rispettivamente di 59 anni e 30 anni, padre e figlio,perchè ritenuti coivolti in un tentato omicidio nei confronti, dell’ex genero e dell’ex cognato, Epifanio Cammarata, avvenuto nel novembre del 2014. Cammarata, fra agosto e settembre […]
Udienza, ieri, del processo, che si svolge col rito abbreviato, che vede imputati di tentato omicidio Luigi Bracco e Giuseppe Braccio, rispettivamente di 59 anni e 30 anni, padre e figlio,perchè ritenuti coivolti in un tentato omicidio nei confronti, dell’ex genero e dell’ex cognato, Epifanio Cammarata, avvenuto nel novembre del 2014.
Cammarata, fra agosto e settembre del 2015, fu vittima di due agguati a colpi di pistola. Le indagini della polizia, il 21 novembre 2015, hanno portato all’ordinanza di arresto firmata dal Gip Stefano Zammuto su richiesta dei pm Carlo Cinque e Alessandro Macaluso. Gli agenti della Squadra Mobile e quelli del commissariato di Palma di Montechiaro avviarono le indagini subito dopo il primo attentato. Cammarata, ai primi di agosto, è stato vittima di un agguato sotto la sua abitazione: in quell’occasione l’uomo ha avuto la prontezza di rifugiarsi nell’androne del condominio, rimanendo illeso.
Quasi due mesi dopo, però, il 30 settembre, il secondo agguato: Cammarata è ferito all’inguine e al braccio da alcuni colpi di pistola esplosi – forse da un revolver – mentre si trovava sulla sua Mercedes in contrada Cipolla, a Palma di Montechiaro, zona in cui il suocero ha la casa di campagna. La vittima dell’agguato non ha mai collaborato. Una collaborazione decisiva è invece arrivata da altri testimoni che hanno assistito agli agguati – o quantomeno alle fasi immediatamente precedenti o successive – raccontando dettagli che si sono rivelati molto importanti.
Circa il movente del delitto pare che ci siano dissidi che si sono protratti negli anni. Sembra che i due Bracco non avessero mai accettato il matrimonio del Cammarata con una loro congiunta.
Nell’udienza di ieri i consulenti balistici della difesa hanno affermato che “non vi è alcun elemento tecnico e scentifico che provi che sono state utilizzate due armi nella sparatoria”.
La prossima udienza è prevista per il 16 novembre quando dovrebbe svolgersi la requisitoria del pubblico ministero.

