Licata

Shock a Licata, profanate le tombe di famiglia del sindaco e di un assessore 

“Una cosa è certa, è il primo commento del sindaco Angelo Balsamo, il nostro impegno per la città continua"

Pubblicato 2 giorni fa

Raid indegno al cimitero comunale di Marianello, a Licata. Ignoti malviventi hanno profanato le tombe di famiglia del sindaco Angelo Balsamo e dell’assessore ai Servizi cimiteriali Giuseppe Federico. “Una cosa è certa, è il primo commento del sindaco Angelo Balsamo, il nostro impegno per la città continua. Quanto accaduto, ovviamente, mi amareggia, se qualcuno pensa che un simile, gravissimo, gesto possa fermare la nostra azione politico – amministrativa ha sbagliato”.

I balordi, con una furia impressionante, hanno distrutto le coperture e monumenti funebri. La scoperta è stata fatta questa mattina. I carabinieri della Compagnia di Licata hanno avviato le indagini per ricostruire quanto accaduto. “Azione vile e socialmente allarmante”, scrive l’assessore Federico. “Prego per chi ha commesso questo atto sacrilego perché apra gli occhi, si renda conto di ciò che ha fatto, si ravveda e incontri il Signore.Prego per le anime dei corpi profanati e per la consolazione di coloro che li piangono”.

Nei giorni scorsi sempre al cimitero di Marianello, ignoti malviventi si erano introdotti all’interno distruggendo la vetrata degli uffici cimiteriali ed erano state danneggiate le auto elettriche abitualmente usate per accompagnare chi non deambula alle tombe.

ATTESTATI DI SOLIDARIETA’

Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex sindaco e attuale deputato regionale, Angelo Cambiano: “Ci sono limiti che non dovrebbero mai essere superati. Profanare le tombe, violare il luogo in cui riposano i nostri cari, significa calpestare il rispetto per i defunti e ferire profondamente le loro famiglie. Esprimo la mia piena solidarietà al sindaco Angelo Balsamo, all’assessore Giuseppe Federico e alle rispettive famiglie. Di fronte a gesti di questa gravità non esistono appartenenze politiche, maggioranze o opposizioni. Esiste soltanto una condanna netta e senza attenuanti. Mi auguro che i responsabili vengano individuati al più presto e chiamati a rispondere delle proprie azioni.” 

Anche Fratelli d’Italia ha commentato così la vicenda: “Il Circolo di Fratelli d’Italia di Licata esprime il più profondo sdegno e la massima condanna per il gravissimo, vile e ignobile atto consumato ai danni del Sindaco Angelo Balsamo e dell’Assessore Giuseppe Federico, le cui tombe di famiglia sono state barbaramente distrutte. Colpire la memoria dei defunti e violare le sepolture familiari rappresenta un gesto sacrilego di inaudita ferocia, che supera ogni limite di civile convivenza e ferisce l’intera comunità licatese. Non si tratta di un semplice atto vandalico, ma di un attacco mirato e intollerabile che colpisce gli affetti più intimi e privati dei nostri rappresentanti istituzionali. Esprimiamo la nostra totale, fraterna e incondizionata solidarietà al Sindaco Balsamo e all’Assessore Federico in questo momento di profondo dolore per l’oltraggio subìto. Invitiamo le Forze dell’Ordine a fare immediata luce su questo gravissimo episodio, affinché i responsabili di una simile barbarie siano prontamente individuati e assicurati alla giustizia. Di fronte a questo attacco frontale, la Licata onesta e civile respinge con forza ogni forma di violenza e intimidazione, stringendosi attorno alle proprie istituzioni.” Fanno eco le parole dell’assessore regionale Giusi Savarino che dice: “Gesto grave da condannare, che segna inoltre una profonda mancanza di rispetto avendo voluto colpire la memoria dei cari defunti, profanando le loro tombe. Esprimo la mia solidarietà e vicinanza agli amministratori licatesi e alle loro famiglie.”

Solidarietà anche dal Partito Democratico: “Condanniamo fermamente  chi ha commesso tale miserabile gesto,  profanando le tombe  è  stato calpestato il diritto dei morti al riposo eterno  ed è stato arrecato  grande dolore alle famiglie. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al Sindaco, all’assessore Federico e alle loro famiglie, ci auguriamo che chi ha commesso questo ignobile gesto  venga individuato al più presto dalle autorità competenti”.

Vicinanza al sindaco Balsamo, all’assessore Federico e alle loro famiglie arriva dal primo cittadino di Palma Di Montechiaro, Stefano Castellino che in una nota condanna il gesto: “Nessuno deve subire minacce o pressioni per il servizio che svolge nelle istituzioni.Violare il riposo dei defunti significa ferire gli affetti più profondi e calpestare il rispetto dovuto a ogni persona. Un gesto sacrilego e inaccettabile, che deve essere condannato con fermezza. In questi giorni dedicati alla preghiera e al ricordo dei nostri cari, mi stringo ad Angelo, a Giuseppe e alle loro famiglie con affetto e solidarietà a nome mio personale e di tutta la Città di Palma di Montechiaro”.
Si unisce agli attestati di solidarietà anche il sindaco di Favara, Antonio Palumbo: “Quello che è accaduto la scorsa notte è un gesto di gravità inumana, una ferita profonda che colpisce non solo gli affetti più cari ma la dignità di un’intera comunità. La profanazione e la distruzione delle tombe della famiglia del sindaco Angelo Balsamo e dell’assessore Giuseppe Federico rappresentano un atto di una violenza e di un’ignobiltà inaccettabili, nato da una furia cieca che sdegna tutti noi. A nome mio personale, dell’Amministrazione comunale e di tutta la città di Favara, esprimo la più totale e sentita solidarietà e vicinanza ad Angelo, a Giuseppe e alle loro famiglie. Toccare la memoria dei defunti e il dolore intimo delle persone è un limite che non doveva mai essere superato. Questo vile atto ci pone davanti a una realtà sempre più allarmante: gli amministratori locali sono sempre più nel mirino dell’odio sociale, diventando bersaglio di tensioni, risentimenti e minacce che esulano da qualsiasi confronto civile. Non si tratta più di dissenso, ma di vera e propria barbarie. Confido pienamente nel lavoro dei Carabinieri affinché i responsabili di questo scempio vengano al più presto individuati e portati davanti alla giustizia. Di fronte a tanta bassezza, le nostre comunità devono rispondere unite, ribadendo che l’odio non prevarrà mai sul rispetto, sulla civiltà e sulle istituzioni”.
“Ritengo che la data non sia casuale, perché in questi giorni tutta la città va al cimitero e chi ha agito voleva che lo vedessero tutti. È un’intimidazione, e dobbiamo essere chiari nel chiamarla con il suo nome”, dice il sindaco di Agrigento, Michele Sodano.”Il sindaco Balsamo ha spiegato che da tre mesi la sua amministrazione sta eliminando le situazioni di abusivismo nei cimiteri e che questo lavoro ha evidentemente dato fastidio a qualcuno.Ad Angelo Balsamo, a Giuseppe Federico e alle loro famiglie va la mia solidarietà piena e quella della città di Agrigento. Le intimidazioni non possono fermare le amministrazioni che hanno scelto la strada della legalità e sono convinto che il sindaco di Licata andrà avanti nel suo lavoro senza sentirsi solo. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine perché i responsabili vengano individuati al più presto.”, ha concluso il primo cittadino di Agrigento.
“Colpire le tombe di famiglia significa ferire gli affetti più intimi di una persona e profanare il rispetto che si deve ai defunti. Un gesto di questo tipo non può trovare alcuna giustificazione e deve essere condannato con fermezza. Arrivare a tanto denota viltà e una profonda arretratezza, oltre a una cultura mafiosa che fatichiamo a sradicare. Esprimo la mia piena solidarietà e la mia vicinanza al sindaco Angelo Balsamo, all’assessore Giuseppe Federico e alle loro famiglie. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine, perché si faccia presto chiarezza sull’accaduto e i responsabili vengano individuati”.Lo dichiara in una nota la deputata di Forza Italia all’Ars e sindaca di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo.

“Una comunità può sopportare il dissenso, anche il più acceso. Non può e non deve abituarsi alla barbarie”, dichiara Maria Grazia Brandara ex commissario straordinario Licata. “Chi ha servito le istituzioni sa che difendere questi principi non è una scelta di opportunità, ma un preciso dovere morale.Ho avuto l’onore e l’onere di ricoprire importanti responsabilità istituzionali e conosco il peso del servizio pubblico, delle critiche e delle contrapposizioni, anche aspre.Ma nessuna divergenza politica, nessun conflitto, nessuna ostilità può mai giustificare l’oltraggio alla memoria dei defunti e agli affetti più sacri di una famiglia.Non occorre essere dalla stessa parte per riconoscere ciò che è giusto. Né condividere un percorso amministrativo per difendere la dignità di chi lo rappresenta.Le istituzioni si rispettano anche quando si contestano. Le persone si rispettano sempre. I morti non si toccano. Mai.Al sindaco Balsamo, all’assessore Federico e alle loro famiglie esprimo la mia sincera e convinta solidarietà, nella certezza che la dignità umana venga prima delle appartenenze e delle contrapposizioni politiche.”

“Esprimo piena solidarietà al sindaco Balsamo e all’assessore Federico per il vile gesto che ha colpito le tombe dei loro familiari. Un atto gravissimo e inaccettabile, che offende la memoria dei defunti e i valori più profondi della nostra comunità. Auspico che venga fatta piena luce sull’accaduto e che i responsabili siano presto individuati”. Lo dichiara l’ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo.

 Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, interviene sui gravi episodi verificatisi a Licata, esprimendo la propria ferma condanna e la piena vicinanza al sindaco Angelo Balsamo ed all’assessore Giuseppe Federico, destinatari di atti che destano profonda preoccupazione e che colpiscono, oltre alle persone coinvolte, le stesse istituzioni democratiche.
“Esprimo, a nome mio personale e dell’intera istituzione che rappresento, la più ferma condanna per i gravi episodi che hanno coinvolto il sindaco di Licata, Angelo Balsamo, e l’assessore Giuseppe Federico, con particolare riferimento alla profanazione delle tombe di famiglia. Si tratta di fatti di estrema gravità, che offendono i principi fondamentali della dignità umana e della convivenza civile, oltre a rappresentare un attacco inaccettabile alle persone e alle istituzioni. Al sindaco Balsamo e all’assessore Federico rivolgo la mia piena vicinanza e il sostegno dell’intero Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Sono gesti che non possono trovare spazio in una società democratica e che richiedono una risposta ferma e unitaria da parte di tutte le istituzioni. Confido nel lavoro delle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sui fatti e siano individuati i responsabili.”

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