Agrigento

Terremoto al teatro Pirandello, si dimette in blocco il CdA della Fondazione

La decisione viene spiegata in una lunga nota che punta il dito contro l'Amministrazione, accusata di immobilismo

Pubblicato 44 minuti fa

Non un fulmine a ciel sereno. Ma anzi, piuttosto, l’esito finale di una situazione che si era andata via via ammalorando, che è stata di fatto lasciata decantare per settimane fin quando qualcuno non ha deciso che era arrivato il momento di cambiare qualcosa.

A distanza di un mese dal passo indietro di Andrea Cirino, si dimette anche il resto del Cda della Fondazione Teatro Luigi Pirandello, con tre mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato, fissata per fine novembre 2026. La decisione, sintetizzata in una lettera indirizzata al sindaco di Agrigento e trasmessa per conoscenza alla direttrice Generale Alessandra Fiaccabrino, interrompe bruscamente la governance dell’ente e lascia intravedere una decisione di chiara rottura con l’amministrazione in carica.

Alla base della sofferta scelta dei vertici uscenti risiede l’impossibilità di proseguire la pianificazione delle attività in assenza di un dialogo con la nuova Amministrazione comunale. Tra le principali motivazioni tecniche e gestionali citate nella lettera figura lo stallo nella programmazione strategica, poiché, nonostante il cartellone della stagione teatrale 2026-2027 sia già stato presentato in tarda primavera, la macchina organizzativa necessita di interventi immediati per la campagna promozionale degli abbonamenti e per la gestione delle richieste d’uso della struttura da parte di terzi. A ciò si aggiunge la netta mancanza di personale e i nodi di bilancio, dato che la Fondazione è sprovvista di un addetto stampa istituzionale dal primo luglio e deve fare i conti con la progressiva riduzione del personale comunale distaccato a partire dal 2020, fattore che ha costretto l’ente a ricorrere a risorse esterne facendo salire i costi di gestione. Proprio per ragioni di correttezza verso la nuova giunta, il CdA ha deciso di congelare l’avviso pubblico per le manifestazioni di interesse volte al reclutamento delle figure professionali necessarie, rimanendo in attesa di indicazioni mai pervenute. L’assenza di interlocuzione rischia infine di paralizzare i progetti con il mondo scolastico, inclusi i programmi PCTO e le matinées, oltre alle iniziative consolidate di valorizzazione del territorio come le visite teatralizzate affidate a Marco Savatteri.

Il documento inviato al primo cittadino cela, sotto un formale rispetto delle procedure, una dura contestazione politica e istituzionale nei confronti della nuova Amministrazione.

Ad emergere è soprattutto la polemica sul silenzio dell’Amministrazione e sul “garbo istituzionale” rimasto unilaterale. Il CdA sottolinea a più riprese di aver sollecitato immediatamente un confronto dopo l’insediamento della nuova giunta per garantire un passaggio di consegne indolore, ma la totale assenza di risposte ha trasformato la disponibilità del Consiglio in una situazione di stallo forzato. Per cercare di sbloccare la situazione degli incarichi necessari per mandare avanti la Fondazione il Cda aveva anche proposto la creazione di una commissione bipartisan: ma l’idea era rimasta congelata dietro il silenzio del sindaco.

Il messaggio rivolto al sindaco è chiaro: il CdA lascia un teatro prestigioso, efficiente e dotato di servizi innovativi, scaricando interamente sull’Amministrazione la responsabilità delle incertezze future.

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