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Violenza donne: una sedia rossa come il sangue nei giardini Ars

Una sedia tinta di rosso, il colore del sangue di cui si macchiano quasi ogni giorno mani maschili contro le donne, ma anche il colore dell’offesa, dell’umiliazione, della violenza, anche non fisica, e spesso celata dentro le mura di casa. E’ stata collocata oggi nei giardini del Palazzo Reale di Palermo a testimoniare la presenza […]

Pubblicato 9 anni fa

Una sedia tinta di rosso, il colore del sangue di cui si macchiano quasi ogni giorno mani maschili contro le donne, ma anche il colore dell’offesa, dell’umiliazione, della violenza, anche non fisica, e spesso celata dentro le mura di casa. E’ stata collocata oggi nei giardini del Palazzo Reale di Palermo a testimoniare la presenza e l’assenza insieme di una donna, una moglie, una madre, una figlia che non c’e’ piu’ perche’ brutalmente uccisa. Il progetto “il posto occupato” e’ simbolo della lotta contro il femminicidio e slogan di una campagna di informazione nata il 9 giugno di quattro anni fa a Rometta Marea (Messina) da un’idea di Maria Andaloro a cui hanno gia’ aderito diverse citta’ siciliane e italiane. Alla campagna hanno oggi aderito le istituzioni regionali con un posto “in rosso” collocato nei giardini reali, ma e’ possibile osservare quel posto vuoto, perche’ gia’ occupato, anche in affollati teatri, giardini, chiese e comuni dell’isola. La campagna e’ stata presentata a Palazzo Reale dalla responsabile della campagna Andaloro: “Il fenomeno e’ trasversale, non conosce confini. E’ una campagna senza tappe, si scarica la locandina gratuitamente dal sito internet e si puo’ occupare un posto in segno di protesta, per non dimenticare le vittime di tanta assurda violenza”. Spiega il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone: “Ieri sono stato alla festa della polizia di Messina e il questore ha evidenziato che i casi di intervento e ammonimento da pare della questura per stalking e violenza di genere sono passati da 9 dell’anno scorso a 36 all’inizio dell’anno. In meno di 4 mesi abbiamo riscontrato che si sono triplicati i casi di ammonimento da parte della questura e questo e’ dovuto all’attivita’ di sensibilizzazione che sta avendo risultati. Abbiamo un’ottima legislazione a livello regionale – ha aggiunto – ci siamo sul piano dei principi, ma bisogna verificare lo sato di attuazione di questa legge. Mi auguro che in sede legislativa, ma soprattutto in sede amministrativa, si possa verificare lo stato di attuazione della legge”. Per la deputata Marika Cirone “il dato che ci deve far pensare e’ che una donna ogni tre giorni viene uccisa. E’ preoccupante, ma soprattutto preoccupa il sommerso, cio’ che non viene denunciato e comunicato”.

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