Villafranca Sicula, successo per il convegno “La donna colonna vertebrale della società”:
Villafranca Sicula ha celebrato l’8 marzo –volutamente- con qualche giorno di ritardo, ha scelto la data di ieri per celebrare la donna e nell’occasione dare lustro e risalto alla figura femminile, organizzando un convegno dal titolo “La donna colonna vertebrale della società”. Una manifestazione che si è svolta in due tempi: un primo momento a […]
Villafranca Sicula ha celebrato l’8 marzo –volutamente- con qualche giorno di ritardo, ha scelto la data di ieri per celebrare la donna e nell’occasione dare lustro e risalto alla figura femminile, organizzando un convegno dal titolo “La donna colonna vertebrale della società”.
Una manifestazione che si è svolta in due tempi: un primo momento a palazzo comunale per l’inaugurazione di un bassorilievo realizzato dal Prof. Giovanni Smeraldi, artista villafranchese, in memoria del concittadino Gaspare Mortillaro, distintosi per il gesto eroico di aver salvato la vita a diverse operaie nell’incendio della “Triangle Company” di Brooklin nel 1911. In questo primo momento sono state commemorate tutte le vittime perite in quel disastroso incendio, un secondo momento si è svolto nei locali del centro diurno e ha visto protagoniste due donne tenaci e combattive: la scrittrice licatese Ester Rizzo, autrice del libro “Camicette bianche. Oltre l’8 marzo” dove si racconta del rogo della “Triangle Company”, una fabbrica di proprietà di due immigrati russi dove si confezionavano appunto camicette bianche e in cui lavoravano donne immigrate italiane, russe dei paesi dell’est, e che persero la vita nell’incendio del 25 marzo 1911. Centoventisei donne, di cui 38 italiane e nello specifico 24 di queste siciliane. Un’altra donna protagonista attiva della manifestazione, la fotografa Letizia Battaglia, definita “la fotografa della mafia”. Una donna che con le sue foto, la sua passione e la sua tenacia ha sempre dato voce ai miseri ai deboli; a donne, madri , bambine con i loro lutti, le loro gioie, ha dato un volto a delle vite altrimenti anonime. Una manifestazione che ha visto coinvolte anche le scuole, con dei lavori realizzati dagli studenti sul tema, per far capire a queste nuove generazioni, che la donna ha sempre dovuto combattere più dell’uomo per conquistare i propri diritti, affinchè oggi possiamo essere grate a quante ci permettono di compiere i gesti che per noi sono ormai entrati nel quotidiano, a cui non diamo tanto peso.
Bisogna ricordarsi sempre di queste vite spese per la libertà, in ogni senso, prima fra tutte la libertà di pensiero e di espressione. Ogni donna è l’altra metà del cielo, ed è sacrosanto che le spetti l’altra metà di tutto. Senza dover morire per questo. Rispettiamola, rispettiamoci. Facciamo si di essere una sola voce; un’unica grande bellezza.

