Agrigento

Acqua in Sicilia, il CGA annulla tariffe applicate perché illegittime

Gallo: “Ora vanno indennizzati gli utenti che hanno pagato l’acqua più cara d’Italia”.

Pubblicato 5 anni fa

«Giustizia è fatta» lo dichiara il Segretario generale della Cisl di Agrigento, Caltanissetta,  Enna nell’apprendere la sentenza con la quale il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha  decretato l’esosità del servizio idrico siciliano rispetto alle tariffe medie nazionali. «La  gestione dell’acqua in Sicilia – prosegue Gallo – si è caratterizzata non solo per  l’esorbitanza dei costi ma anche per la pessima gestione di gran parte delle Società di  ambito e Sovrambito regionali. Con la sentenza vengono dichiarate illegittime ed annullate  le tariffe applicate dal Governo regionale che ha tenuto conto più delle esigenze finanziarie  di Siciliacque che dei cittadini».  

Il massimo esponente della Cisl di Agrigento, Caltanissetta, Enna ribadisce che «in forza  del pronunciamento, Siciliacque dovrà restituire agli utenti quanto incassato dal 2016 ad  oggi. Il provvedimento non ci sorprende perché da anni denunciamo l’abnorme costo di un  servizio caro e inefficiente che, nel tempo, ha scontato la beffa di mancati investimenti. Per  avere un’idea di quanto sia stata “salato” il prezzo dell’acqua basta citare i dati del 2019. A  Enna il costo medio annuo è stato di 748 euro a Caltanissetta 675 euro e ad Agrigento  475 euro. Cifre ben superiori ai 400 euro pagati da ogni famiglia nei comuni dell’Italia del  nord». 

Per Emanuele Gallo è infine «opportuno fare tesoro della sentenza del CGA e delle sue  considerazioni per riorganizzare il sistema di gestione delle risorse idriche della Sicilia riconducendo il costo dell’acqua al supremo principio di equità e sostenibilità. Non  possiamo che appellarci agli Enti e alle Società di gestione degli ambiti di Agrigento,  Caltanissetta ed Enna che, nel pronunciamento del Consiglio di Giustizia Amministrativa, devono trovare un forte alleato per chiedere a Siciliacque la restituzione delle somme  indebitamente percepite nell’ultimo quinquennio. Siciliacque deve altresì sospendere  l’esazione a carico dei cittadini nella misura corrispondente al tentativo di recupero delle  somme non pagate da quella utenza che ha vissuto e continua a vivere momenti di  difficoltà economica». 

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