Crisi di Aica, Iacono (Pd): “Azienda tecnicamente fallita, problema viene solo rinviato”
A dirlo in una nota è la deputata del Partito Democratico Giovanna Iacono
“Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, annuncia di aver “salvato” AICA dal debito di 20 milioni verso Siciliacque, cioè verso un ente controllato dalla stessa Regione. Ma il vero nodo è che queste risorse – presentate come panacea – non affrontano alcun problema strutturale: senza una governance competente e responsabile, AICA resta tecnicamente fallita e l’emergenza viene solo rinviata”.
A dirlo in una nota è la deputata del Partito Democratico Giovanna Iacono, che interviene sugli annunci di questi giorni e sulla promessa di un emendamento da 20 milioni di euro per ripianare, in parte, il debito della società consortile.
“L’emendamento da 20 milioni, sottrae risorse al fondo per le autonomie locali: in altre parole, si preleva direttamente dalle tasche dei siciliani per coprire i disastri prodotti da anni di gestione politica dissennata della destra agrigentina, che ha affossato il servizio idrico pubblico – continua Iacono -. Non è la prima volta: già nel 2021 vennero stanziati 10 milioni, che molti Comuni non hanno neppure trasferito ad AICA, con risultato fallimentare. Intanto, i recenti comunicati di AICA non è chiaro se siano frutto di valutazioni affrettate o della ricerca di consenso immediato, ma di certo allontanano il dibattito dalle questioni sostanziali. E sostenere che basti colpire gli utenti abusivi è un’illusione: servono invece pagamenti dai Comuni morosi, consegna delle reti e senso di responsabilità da parte dei sindaci”.
Iacono inoltre interviene sulle tariffe di Siciliacque, “dichiarate illegittime dal TAR nel 2020 e dal CGA nel 2021 e furono poi “sanate” con un escamotage dal governo regionale di centrodestra, senza coinvolgere territori e Commissione Idrica”, che rappresentano “il peccato originale di una gestione privatistica che vende acqua all’ingrosso a costi spropositati, creando disparità tra territori, turnazioni indegne e sistemi tariffari che incentivano persino lo spreco”.
“Il servizio idrico – continua Iacono – è regolato dal principio del full cost recovery: non si possono coprire i buchi con denaro pubblico, spesso in debito, scaricato sui cittadini. E che il bonus idrico, previsto in tariffa, deve essere garantito alle famiglie in difficoltà. Nel frattempo si sono bruciate risorse enormi nel progetto di dissalazione, scegliendo la via più costosa: milioni che potevano essere investiti nel rifacimento delle reti, vera soluzione strutturale, invece di ripetere gli errori della rete idrica di Agrigento, oggi all’attenzione della magistratura per gare pilotate. Come sempre, i governi di destra – a Palermo, a Roma e soprattutto ad Agrigento – preferiscono inaugurare anziché fare manutenzione, come ricorderebbe Longanesi. Non si può continuare a governare in questo modo: serve una presa di coscienza politica generale. Solo così si potrà affrontare il giudizio delle cittadine e dei cittadini”.




