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Acqua con parametri non conformi e trasportata abusivamente, denunce a Canicattì e Licata  

I controlli proseguiranno nei prossimi giorni su tutto il territorio provinciale per prevenire fenomeni speculativi connessi alla carenza idrica e, soprattutto, per tutelare la salute pubblica

Pubblicato 2 ore fa

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento ha intensificato, su tutto il territorio, i controlli sul trasporto e sulla distribuzione di acqua mediante autobotti private. L’attività, svolta in coordinamento con i competenti organi sanitari, è finalizzata a prevenire rischi per la salute pubblica connessi alla distribuzione di acqua destinata al consumo domestico in assenza delle prescritte verifiche igienico-sanitarie e autorizzazioni.

A Licata, i militari della Sezione Operativa, coadiuvati dal personale della locale Stazione, a conclusione di mirati accertamenti, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento un cittadino licatese di 63 anni, dipendente di una ditta locale, per il reato di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine. L’uomo, dopo aver prelevato un ingente quantitativo di acqua da un punto di approvvigionamento idrico comunale denominato “Pozzo Vitali”, sito in via Mauro De Mauro, è stato sorpreso dai militari alla guida di un’autobotte aziendale mentre la stava conferendo presso un’abitazione privata per essere destinata al consumo umano. Sul posto è intervenuto personale specializzato dell’ASP di Agrigento che ha effettuato immediati campionamenti. Le successive analisi di laboratorio hanno evidenziato la presenza di batteri coliformi e concentrazioni di nitrati ben superiori ai limiti consentiti per l’acqua destinata al consumo umano. Ulteriori accertamenti amministrativi sulla ditta proprietaria del mezzo sono in corso per verificare eventuali responsabilità connesse.

Nel corso dei servizi, a Canicattì i militari della locale Compagnia hanno sorpreso un 33enne del posto mentre scaricava circa 5.000 litri di acqua all’interno della cisterna di un condominio mediante un’autobotte munita di targa prova. Gli immediati accertamenti hanno evidenziato l’assenza delle autorizzazioni previste, nonché della documentazione attestante la provenienza, la tracciabilità e la potabilità dell’acqua trasportata. Il veicolo è stato inoltre trovato privo di copertura assicurativa ed è stato sottoposto a sequestro. Per tali violazioni sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 6.450 euro, con contestuale diffida alla cessazione dell’attività. I campioni prelevati sono stati analizzati dal Laboratorio di Sanità Pubblica dell’ASP, che ha riscontrato parametri microbiologici non conformi ai limiti previsti dalla normativa per le acque destinate al consumo umano (presenza di batteri coliformi).

In relazione agli esiti degli accertamenti, l’uomo è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria. Analoghi controlli svolti a Licata hanno consentito di deferire all’Autorità Giudiziaria un soggetto di 63 anni sorpreso a distribuire acqua destinata al consumo umano in assenza delle previste autorizzazioni e certificazioni sanitarie, con conseguente sequestro dell’autobotte utilizzata, appartenente a una ditta locale intestata ad un 25enne. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni su tutto il territorio provinciale per prevenire fenomeni speculativi connessi alla carenza idrica e, soprattutto, per tutelare la salute pubblica, atteso che l’immissione nelle cisterne condominiali di acqua priva di controlli sanitari può esporre la popolazione a concreti rischi igienico-sanitari.

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