Naro

TARI a Naro, Brandara si difende carte alla mano e allude a Cremona

Brandara ricostruisce anni di conti, delibere sul servizio rifiuti e rivendica di non essersi mai girata dall'altra parte. Ma nel farlo apre velatamente un fronte nuovo: quello che porta dritto al suo predecessore Cremona

Pubblicato 8 ore fa

Quando una città brucia le licenze davanti al Municipio e l’Amministrazione in carica accusa velatamente la precedente (salvo poi ritrattare) prima o poi anche chi non amministra più è costretto a parlare. Maria Grazia Brandara ha aspettato qualche giorno, poi ha pubblicato una nota. Lunga, articolata, con delibere, protocolli e numeri. Sembrerebbe non essere la difesa improvvisata di chi si sente attaccato, bensì la risposta di chi ha tenuto i documenti in ordine e aspettava solo l’occasione giusta per tirarli fuori.

Vale la pena leggerla con attenzione. Perché in questa storia, che stiamo raccontando da mesi e che non ha ancora un finale, ci sono responsabilità diffuse su più mandati, e fare di tutta l’erba un fascio non aiuta né i commercianti né i cittadini a capire davvero cosa è andato storto.

Il punto centrale della nota è uno, ed è onesto nella sua brutalità: per anni a Naro il servizio rifiuti costava circa 1.300.000 euro, ma le bollette ne coprivano solo 800.000. La differenza la pagava il bilancio comunale. Era una prassi consolidata, comoda, che teneva basse le tariffe. Quando si è cominciato ad applicare le regole correttamente, quel mezzo milione “spariggiu” è riemerso e qualcuno ha dovuto pagarlo. Fin qui, la ricostruzione regge. Ed è utile, perché ridimensiona la narrazione dell’attuale amministrazione come unica responsabile del disastro.

Ma c’è un passaggio della nota di Brandara che merita di essere letto con ancora più attenzione, perché apre una porta che lei non spalanca del tutto: quando scrive di essersi insediata e aver iniziato a riportare trasparenza nei conti, affrontare criticità accumulate negli anni. La cronologia parla da sola: prima di Brandara, a guidare il Comune di Naro c’era l’ex sindaco Cremona. Brandara non fa il suo nome. Non lo cita mai. Ma quei 500.000 euro l’anno coperti col bilancio comunale, per un periodo che precede il 2019, appartengono anche a quel mandato. È una responsabilità che la nota lascia nell’ombra, ma che la ricostruzione dei fatti rende difficile ignorare.

Il problema è anche il 2020 che non è un anno neutro. È l’anno in cui era sindaco lei. Ed è proprio lì, come aveva già sottolineato l’attuale assessore al Bilancio Cancemi, che si colloca la mancata approvazione tempestiva del Piano Economico Finanziario, il primo anello di una catena di rinvii che ha prodotto lo squilibrio attuale. Brandara non nega la cronologia. La contestualizza: racconta della perdita di dati per un server rotto in ragioneria, del dissesto del 2022 che ha bloccato la due diligence avviata, delle direttive anti-evasione reiteratamente impartite agli uffici. Carte alla mano, rivendica di non essersi mai girata dall’altra parte.

I documenti citati esistono: delibere di Giunta, note protocollate, atti di indirizzo. La narrazione che fa Brandara non è quindi la storia di un’amministrazione che ha ignorato il problema: è quella di un’amministrazione che ha provato ad affrontarlo e non ci è riuscita, frenata da ostacoli reali e forse anche da qualche scelta discutibile.

Ma c’è un limite invalicabile a questa difesa e Brandara lo sfiora senza attraversarlo: la politica non si misura solo sulle intenzioni. Si misura sui risultati e il risultato di quegli anni è che quando i commercianti di Naro hanno aperto le bollette 2024 e 2025, ci hanno trovato aumenti che in alcuni casi superavano il 260%. Quei numeri non hanno un colore politico: sono la somma algebrica di anni di gestione precaria, distribuita su più giunte e più sindaci, su più dirigenti e controllori con responsabilità diverse ma tutte reali.

Mentre Brandara scrive dalla sua postazione di ex sindaco, con il lusso di poter ragionare a mente fredda, l’attuale amministrazione continua a non presentarsi quando la città la chiama se non con un post, l’ennesimo carosello, su facebook (messo in @primopiano come da prassi comunicativa consolidata) che però ha sortito l’effetto opposto: la stessa piazza che urlava al Sindaco “scendi” si è spostata sui commenti di facebook.

La verità su questa vicenda, come scrive la stessa Brandara, “non è una parte della storia. È la storia intera.” Giusto! E la storia intera dice che a Naro, per almeno un decennio e attraverso più amministrazioni: Cremona, Brandara, Dalacchi nessuno ha avuto il coraggio di dire ai propri cittadini quanto costava davvero raccogliere la spazzatura. Era più comodo far pagare meno e rimandare il conto a domani. Domani è arrivato e lo stanno pagando i commercianti con le serrande abbassate e le licenze in cenere.

C’è un modo di dire le cose senza dirle. Si chiama allusione e a Naro lo praticano tutti con una certa eleganza. Brandara allude a Cremona senza nominarlo, Cancemi allude a Brandara senza nominarla, Dalacchi non si presenta nemmeno, il che è già di per sé un’allusione. Nel frattempo i commercianti non alludono a niente: bruciano, protestano, urlano. Sono gli unici in questa storia che parlano chiaro. Forse perché sono gli unici che hanno tutto da perdere.

DI SEGUITO LA NOTA INTEGRALE INVIATA DALL’EX SINDACO DI NARO MARIAGRAZIA BRANDARA

QUESTIONE TARI

PER RISPETTO DELLA VERITÀ.

Sulla TARI, in questi giorni, si leggono parole forti.

Richiami alla LEGALITÀ, al rispetto delle regole, al passato da “correggere”.

Sono temi seri.

Ed è proprio per questo che meritano di essere trattati con completezza, non per frammenti.

Per questo motivo invito alla lettura della relazione di fine mandato, in particolare delle pagine 15, 16, 17 e 18.

SONO ATTI UFFICIALI, NON OPINIONI.

In quelle pagine si ricostruisce con chiarezza:

● la genesi del sistema TARI nel nostro Comune,

● le criticità riscontrate 

● le note e gli atti con cui sono stati impegnati gli uffici ad avviare controlli e verifiche,

● le iniziative intraprese, comprese segnalazioni agli organi competenti

UN PUNTO FERMO, SPESSO DIMENTICATO

È vero che prima del sistema ARERA il metodo non era rigido come oggi.

Ma è altrettanto vero che esisteva già un principio preciso, previsto dal D.P.R. 158/1999 e dalla legge 147/2013

LA COPERTURA INTEGRALE DEL COSTO DEL SERVIZIO RIFIUTI.

Tradotto: il servizio rifiuti deve essere pagato dagli utenti, non dal bilancio comunale.

COSA È ACCADUTO PER ANNI?

Per lungo tempo:

il costo reale del servizio era di circa 1.300.000 euro

la bollettazione copriva solo una parte, circa 800.000 euro

la differenza veniva pagata con il bilancio comunale

Questa prassi non rispettava il principio di copertura integrale dei costi.

LA VERITÀ, IN MODO SEMPLICE:

Per anni si è fatto pagare meno ai cittadini, ma non perché il servizio costasse meno.

La differenza veniva coperta dal bilancio comunale.

Quando si applicano correttamente le regole, quei costi emergono.

COSA È CAMBIATO DAL 2019?

Appena insediata, l’attività è stata rallentata da una “anomala” perdita di dati finanziari per la rottura del computer che fungeva da server presso l’ufficio ragioneria. Situazione -regolarmente denunciata agli organi competenti- che ha imposto una complessa ricostruzione manuale.

Nonostante questo, si è lavorato anche per:

riportare trasparenza nei conti

affrontare criticità accumulate negli anni

IL LAVORO DELLA MIA AMMINISTRAZIONE

La mia amministrazione, sin da subito, ha dovuto affrontare il problema.

Ha “tentato” la vera soluzione:

PAGARE TUTTI PER PAGARE MENO

Che significa allargare la platea dei contribuenti e far emergere l’evasione, su utenze ed unità immobiliari dell’intero territorio comunale ( il più vasto della provincia ), senza gravare solo sulla comunità di Naro.

Per questo sono state adottate, e nel tempo reiterate, precise direttive:

• nota del 22.01.2021 prot. 15747 per la verifica dell’evasione tributaria

• direttiva del 27.02.2023 prot. 2845 per estendere la TARI a tutti gli immobili assoggettati ad IMU

• altre di cui al momento non ricordo i riferimenti.

PER QUANTO RIGUARDA I PEF

REDATTI ED APPROVATI

○ Il primo PEF fu fatto nel 2021, con valore 1.321.621,00 euro, delibere di Giunta Municipale n. 51 e 52 del 26.6.2021 e delibere di Consiglio Comunale n. 13 e 14 dell’8.9.2021.

È stato calcolato con MTR-1 e validato dalla SRR 4 AG EST con determina del direttore generale n. 112 del 9.8.2021.

È bene sottolineare che è stato deliberato il PEF 2021 in quanto contenente anche il costo effettivo sostenuto nel 2020, annualità per la quale il PEF è stato comunque redatto.

○ Il secondo PEF 2022-2025 è stato calcolato con MTR-2 ed è stato deliberato in Consiglio Comunale il 10.4.2024, delibera n. 7, definendo:

◇ 2022 pari a 1.339.450,00 euro

◇ 2023 pari a 1.359.842,00 euro

◇ 2024 pari a 1.385.806,00 euro

◇ 2025 pari a 1.407.840,00 euro

Lo stesso è stato validato dalla SRR.

UN ALTRO PASSAGGIO FONDAMENTALE

Nel 2021 è emersa la necessità di una verifica complessiva del sistema.

Per questo la Giunta, con deliberazione n. 81 del 21.11.2021, ha approvato un atto di indirizzo per una DUE DILIGENCE  sul servizio rifiuti, sull’appalto e sulla tassazione.

L’obiettivo era chiaro: affidare a professionisti indipendenti l’analisi di atti, contratto e gestione, anche alla luce delle criticità percepite e segnalate dai cittadini.

Quell’atto non ha avuto seguito operativo.

Poi il sopravvenuto dissesto del febbraio 2022 ha impedito il conferimento degli incarichi.

Ma la volontà di verificare fino in fondo è stata formalizzata.

SULLA POLVERE SOTTO IL TAPPETO

Si afferma: “oggi che finalmente non si nasconde più nulla….”

Io posso affermare, documenti alla mano:

CHE NON MI SONO MAI GIRATA DALL’ALTRA PARTE.

HO SEMPRE INFORMATO GLI ORGANI COMPETENTI.

Questa è responsabilità pubblica.

IL PRESENTE

Oggi è corretto adeguare le tariffe ai costi reali.

Ma non è corretto attribuire responsabilità a chi ha tentato di affrontare il problema.

UN PRINCIPIO DI GIUSTIZIA

È giusto che chi non ha mai pagato paghi.

Ma è altrettanto giusto che:

I CITTADINI VIRTUOSI NON PAGHINO GLI ERRORI DI ALTRI.

È altrettanto giusto che eventuali danni derivanti da gestioni superficiali non ricadano sui cittadini.

Per questo auspico che i controlli vengano effettuati dagli organi competenti fino in fondo.

UNA QUESTIONE DI METODO

Un’amministrazione ha il dovere di confrontarsi con i cittadini, non di evitare il confronto.

Io non mi sono mai sottratta.

Un sindaco, un’amministrazione, devono sempre garantire il dialogo con i cittadini.

Ricordo una manifestazione, molto partecipata, contro l’installazione di un’antenna.

C’erano cartelli e cori anche contro di me.

Non mi sono sottratta.

Ho partecipato al corteo.

Ho preso la parola.

Ho spiegato.

Questo è il senso delle istituzioni: non sottrarsi, ma rispondere.

CONCLUSIONE

La legalità non è una bandiera da sventolare a intermittenza.

È COERENZA.

È RESPONSABILITÀ.

È RISPETTO DELLA VERITÀ.

E la verità, quando è completa, non ha bisogno di essere gridata.

Si comprende.

LA VERITÀ NON È UNA PARTE DELLA STORIA.

È LA STORIA INTERA.

E quando si sceglie cosa raccontare e cosa no,

non si fa chiarezza.

Si fa selezione.

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