Catania

Bomba molotov sul cofano dell’auto del rivale in amore, due arresti

Solo l'assenza di passanti o veicoli in transito al momento della deflagrazione ha impedito che l'atto criminoso si trasformasse in tragedia

Pubblicato 9 minuti fa



Una bomba molotov piazzata per punire l’uomo ‘colpevole’ di avere frequentato la sua ex fidanzata. Ci sarebbe questo dietro l’esplosione che ha scosso Palagonia, nel Catanese. Due gli arresti dei carabinieri della locale Compagnia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia che hanno l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli indagati sono accusati di fabbricazione, detenzione e utilizzo di ordigno esplosivo, una molotov, reati aggravati dal fatto di aver messo in serio e concreto pericolo la pubblica incolumita’, in concorso tra loro. Destinatari del provvedimento sono Enrico Amoroso, 21 anni, e Pietro La Guidara, 19 anni. Nel corso della perquisizione presso l’abitazione, nella quale Amoroso vive assieme ai genitori, i carabinieri hanno scovato una pistola calibro 7,65, con caricatore inserito, nascosta dietro il comodino della camera dal letto del padre 50enne. Oltre all’arma, posizionata in modo da essere prontamente disponibile, l’uomo aveva nascosto 60 proiettili calibro 7,65, uno calibro 9 e uno calibro 12.

Il provvedimento fa riferimento a quanto accaduto a Palagonia la sera dello scorso 19 marzo. Intorno alle 22:40, in via Novelli, una forte esplosione ha scosso il centro abitato, innescando un violento incendio che ha completamente avvolto una Peugeot 206. Il boato si e’ verificato tra palazzi e civili abitazioni. L’immediato intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo si propagasse ulteriormente; solo l’assenza di passanti o veicoli in transito al momento della deflagrazione ha impedito che l’atto criminoso si trasformasse in tragedia. Le indagini, coordinate dalla procura di Caltagirone e condotte dai carabinieri della Compagnia di Palagonia, hanno consentito di ricostruire sia la dinamica dell’attentato sia il movente, riconducibile a una sfera passionale.

Secondo quanto emerso, l’azione intimidatoria era diretta a un 20enne del luogo, preso di mira da Amoroso per avere frequentato la sua ex fidanzata, con la quale l’uomo aveva nel frattempo riallacciato i rapporti. Per colpire il rivale, gli indagati avrebbero collocato l’ordigno incendiario sull’auto in uso al giovane. Importanti anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. L’attentatore materiale sarebbe stato identificato in Pietro La Guidara che viaggiava come passeggero a bordo di una Jeep Renegade condotta da Enrico Amoroso che avrebbe congeniato tutta l’azione ai danni del suo rivale. In particolare, alle 22.40, l’autovettura e’ giunta nei pressi dell’abitazione del 20enne, La Guidara e’ sceso dal veicolo, ha posizionato una bomba molotov sul cofano della Peugeot 206 della vittima parcheggiata in strada, provocando l’innesco mediante fuoco; risalito a bordo della Jeep, i due si sono allontanati. Dopo qualche istante si e’ verificata l’esplosione micidiale ad alto effetto distruttivo.

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