Caltanissetta

Blitz antimafia tra Niscemi e Favara, 35 arresti

Blitz contro la famiglia mafiosa di Niscemi e l’infiltrazione nel settore della raccolta degli oli vegetali esausti, sequestrata azienda a Favara

Pubblicato 13 ore fa

Le mani dei boss nel settore della raccolta degli oli vegetali esausti. Maxi operazione antimafia in provincia di Caltanissetta, dove i carabinieri stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip nisseno, nei confronti di 35 persone, accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza e traffico di stupefacenti. Per 32 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri 3 gli arresti domiciliari.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Caltanissetta, hanno fatto emergere l’infiltrazione della famiglia mafiosa di Niscemi nel settore della raccolta degli oli vegetali esausti, monopolizzato imponendo accordi con ditte colluse specializzate nel settore, sottoposte a sequestro preventivo. Il valore economico stimato delle imprese, una a Catania e una a Favara (Agrigento) sequestrate ammonta a oltre 6 milioni di euro. In campo circa 200 carabinieri, supportati dalle unità cinofile, dallo Squadrone Cacciatori di Sicilia e dal 9° Nucleo elicotteri. I dettagli dell’operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa convocata dal procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, alle 11, al Comando provinciale dei carabinieri di Caltanissetta.

C’era il business della raccolta degli oli vegetali esausti, ma anche quello più tradizionale dello spaccio di droga. ‘Affari’ diversificati per la famiglia mafiosa di Niscemi, colpita all’alba di oggi dal maxi blitzantimafia dei carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta. Oltre al condizionamento del tessuto economico imprenditoriale, gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Dda di Caltanissetta hanno fatto luce su una complessa associazione finalizzata allo spaccio di cocaina e marijuana. Il gruppo avrebbe imposto la concessione di vere e proprie ‘autorizzazioni’ allo spaccio nel territorio di Niscemi, in cambio di un contributo di natura economica ovvero di una ‘messa a disposizione’ dell’associazione. Documentati oltre 200 episodi di cessione di stupefacenti.

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