Schifani a Ravanusa: “Dare risposte a chi ha subito il dramma dell’esplosione”
Il progetto, di 24 milioni di euro, prevede la trasformazione della zona devastata in un parco urbano, concepito come un luogo di memoria e aggregazione
A 5 anni dalla tragica esplosione dell’11 dicembre 2021, che ha causato 10 vittime e la distruzione di un intero quartiere tra via Trilussa e via delle Scuole, Ravanusa avvia la riqualificazione dell’area. A presentare i lavori questa mattina il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, insieme agli assessori regionali Giusi Savarino e Alessandro Aricò, e il sindaco Salvatore Pitrola. “Abbiamo fatto tanto. In pochi anni pensiamo di finire con i lavori. Contiamo di battere ogni record con la buona volontà di tutti. Oggi celebriamo una vittoria del sistema. La nostra volontà è quella di ridare una risposta a chi ha subito questo dramma”, ha detto il presidente della Regione siciliana Renato Schifani.
Il progetto, di 24 milioni di euro, prevede la trasformazione della zona devastata in un parco urbano, concepito come un luogo di memoria e aggregazione. “Uno stanziamento di 24 milioni. Qua si prevedono tre lotti che prevedono la riqualificazione di 54 abitazioni, qui dove siamo nascerà una piazza che sarà dedicata al piccolo Samuele e poi ci sarà la riqualificazione della costruzione del teatro comunale”, ha detto l’assessore Aricó.
Il sindaco Salvatore Pitrola ha sottolineato l’importanza di questo punto di svolta dopo anni di attesa, sfollati e lunghe procedure.
Emozionata l’assessore regionale Giusi Savarino, che quei luoghi li ha vissuti da bambina in prima persona. “Sono luoghi di ricordi, luoghi di tante famiglie che avevano costruito le loro case qui che oggi non ci sono più, ma grazie a una sinergia che si è creata tra la regione siciliana e il Comune di Ramanusa arriva una risposta concreta per Ravanusa”. Alla presentazione del progetto di riqualificazione erano presenti le due sopravvissute dell’esplosione, Rosa Carmina e Giuseppina Montana, che a fine cerimonia, hanno camminato sopra le macerie, una ferita ancora aperta per loro. “Ho fatto vedere alle mie nipoti, dice la signora Montana, quella che era la mia casa. Ci sono ricordi, tanti”, ha chiuso la signora con le lacrime agli occhi.

