Agrigento

Celiachia, confronto tra specialisti per migliorare diagnosi e presa in carico dei pazienti

Santo Pitruzzella: “La rapidità della diagnosi fa la differenza nella vita dei pazienti”

Pubblicato 2 ore fa

Si è svolto questa mattina, nella sala conferenze dell’hotel Dioscuri Bay Palace di San Leone, il convegno sul tema “Celiachia, dalla diagnosi alla gestione clinica e nutrizionale”, organizzato dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Agrigento che ha riunito specialisti, pediatri e professionisti sanitari per fare il punto su una patologia in costante crescita e sulla necessità di un approccio realmente integrato. Al centro del dibattito, il ruolo cruciale della diagnosi precoce, le terapie e le complicanze date dalla celiachia. 

“La celiachia è una malattia autoimmune in aumento e la rapidità con cui viene riconosciuta fa la differenza – afferma Santo Pitruzzella, presidente di Omceo Agrigento – Per questo ci si rivolge ai medici di Medicina generale, ospedalieri e ai pediatri di libera scelta che rappresentano le prime sentinelle sul territorio. Prendersi cura del paziente non significa solo prescrivere una dieta, ma adottare un approccio globale che metta al centro la persona più che la malattia”. 

La complessità della celiachia è stata approfondita anche da Carmelo Sciumè, direttore del dipartimento di Chirurgia 1 dell’Asp, che ha ricordato come “la patologia richieda il contributo coordinato di più specializzazioni e l’applicazione rigorosa del Pdta, indispensabile per garantire diagnosi corrette e terapie adeguate, soprattutto nelle forme meno evidenti o sovrapponibili ad altre condizioni”. Ad accendere un focus particolare sull’esperienza territoriale è stato Giuseppe Gramaglia, direttore dell’UOC di Pediatria al San Giovanni di Dio, che ha illustrato il lavoro dell’ambulatorio di Gastroenterologia pediatrica “attivo da tre anni – ha spiegato – e già punto di riferimento per molte famiglie. L’ambulatorio ha permesso di individuare numerosi casi di celiachia e malattie croniche intestinali, evitando ai bambini lunghi viaggi verso altri centri. 

L’obiettivo – ha concluso – è di potenziare ulteriormente il servizio, fino a eseguire endoscopie direttamente in reparto”. Il convegno si inserisce nel progetto regionale “Celiachia in Rete”, come ha sottolineato Simone Gramaglia, responsabile dell’ambulatorio di Gastroenterologia al San Giovanni di Dio, “promossa dall’assessorato regionale della Salute e dal professor Claudio Romano, gastroenterologo pediatra, per diffondere tra pediatri e medici di Medicina generale gli strumenti necessari a riconoscere precocemente la malattia e indirizzare i pazienti ai centri autorizzati alla certificazione e al follow-up”. A chiudere il quadro, Paolo Baronello, presidente di Aic Sicilia, che ha ricordato come il progetto “punti a garantire uniformità nell’assistenza, evitando disparità tra le diverse province, e a riorganizzare la mappatura dei centri di riferimento per assicurare diagnosi certe e percorsi di cura adeguati a tutti i pazienti”. L’evento è stato patrocinato dall’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi), da Celiachia Sicilia in rete e dall’Associazione italiana Celiachia (Aic).

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