Agrigento

A Maddalusa recuperata moneta d’oro siracusana del V secolo a. C.

L'assessore Scarpinato: 'Conferma importanza ricerca archeologica sul territorio'

Pubblicato 41 minuti fa

Uno scavo d’urgenza, programmato dalla Soprintendenza di Agrigento per il recupero di una tomba a cappuccina di tegole di età greca, nella duna di Maddalusa, a ovest della foce del fiume Akrágas, ha portato al rinvenimento di una moneta d’oro di particolare rilievo storico e numismatico. L’esemplare, eccezionalmente conservato, presenta al diritto la testa di Eracle rivolta a sinistra, con il capo coperto dalla leontè, la pelle del leone di Nemea, l’animale invulnerabile sconfitto da Eracle durante la sua prima fatica. Al rovescio, un quadrato incuso quadripartito con, al centro, una piccola testa femminile e la legenda Syra, riferita a Siracusa.

Il rinvenimento riveste particolare importanza non solo per la rarità dell’esemplare, ma soprattutto perché si colloca in un preciso momento storico: durante la drammatica invasione cartaginese della Sicilia, alla fine del V secolo avanti Cristo, Siracusa, alleata di Akrágas, coniò straordinarie emissioni auree per sostenere lo sforzo bellico. A questa serie appartiene la moneta rinvenuta, che richiama le tragiche vicende che sconvolsero la Sicilia greca, culminate con la conquista e la distruzione di Akrágas da parte dei Cartaginesi nel 406 avanti Cristo. La scoperta si aggiunge alle eccezionali testimonianze archeologiche emerse a Maddalusa a partire dal XIX secolo, che documentano l’esistenza di una vasta necropoli utilizzata fin dai primi decenni di vita della città di Akrágas, nel primo quarto del VI secolo avanti Cristo. Scavi e rinvenimenti successivi hanno consentito di definirne l’estensione in oltre tre chilometri, lungo la fascia costiera e nella parte centrale e occidentale della collinetta.

“Questo ritrovamento – ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – testimonia l’importanza della ricerca archeologica sul territorio e il valore delle attività di tutela, confermando come il patrimonio archeologico continui a offrire nuovi contributi alla conoscenza della complessa storia di Akrágas, una delle più ricche e celebrate città greche della Sicilia e del Mediterraneo antico”. 

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