Agrigento, la Uil: “ Per le Province o si interviene subito o si rischia il default”
La Uil provinciale di Agrigento interviene, con Gero Acquisto e Fabrizio Danile, sul nodo province e sul rischio default a cui vanno incontro gli enti intermedi, se non si impingueranno i fondi per chiudere il bilancio di previsione ed il bilancio pluriennale nel più breve tempo possibile. “ Nel pasticcio Province o Liberi Consorzi dei […]
La Uil provinciale di Agrigento interviene, con Gero Acquisto e Fabrizio Danile, sul nodo province e sul rischio default a cui vanno incontro gli enti intermedi, se non si impingueranno i fondi per chiudere il bilancio di previsione ed il bilancio pluriennale nel più breve tempo possibile.
“ Nel pasticcio Province o Liberi Consorzi dei Comuni, come recita la legge regionale 15/2015, siamo ad un bivio per trovare delle soluzioni vere al problema che rischia di portare questi enti intermedi al default; già Catania e Siracusa si sono trovati con i conti in rosso e hanno dichiarato il fallimento. E’ chiaro che se i commissari hanno scritto al Governatore Musumeci e al Premier Conte la situazione è più che grave e potrebbe riverberarsi negativamente per i dipendenti e i servizi per il territorio, infatti manutenzione delle scuole e delle strade sono ferme se non si approva il bilancio previsionale.
Il governo regionale deve intervenire, non si può lasciare in un eterno limbo l’ente provincia, siamo ad un bivio, i 112 milioni di fondi regionali non sono bastevoli e il prelievo forzoso in atto dallo Stato centrale è un’altra accetta che deve essere superata.
Le province, conclude la Uil di Agrigento, da troppo tempo sono state dimenticate assieme ai propri dipendenti: è da 5 anni che assistiamo solo a continui cortocircuiti e dopo sette leggi regionali sulla materia siamo sempre in piena emergenza e in un impasse che deve essere superato. Questi enti hanno competenze e funzioni utili per il territorio e i comuni ma se non messi in condizioni di lavorare e di liberare risorse il piano degli investimenti non può essere sbloccato e nessuno può far finta di nulla. Dalle strade agli altri servizi essenziali, finora, è andato tutto allo scatafascio per una guerra istituzionale che ha solo penalizzato i cittadini e i lavoratori in seno all’ente e non può essere giustificato o sottaciuto ”.






