Agrigento, richiesta di rinvio a giudizio per le sorelle Picone
Il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, ha fissato per il 22 gennaio, alle ore 9:00, l’udienza preliminare in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio depositata dal sostituto procuratore della Repubblica, Carlo Cinque, nei confronti dell’avvocatessa Francesca Picone e della sorella Concetta, accusate di estorsione e tentata estorsione ai […]
Il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, ha fissato per il 22 gennaio, alle ore 9:00, l’udienza preliminare in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio depositata dal sostituto procuratore della Repubblica, Carlo Cinque, nei confronti dell’avvocatessa Francesca Picone e della sorella Concetta, accusate di estorsione e tentata estorsione ai danni di alcuni loro clienti.
I fatti contestati dalla Procura di Agrigento sono due: marzo 2012 e aprile 2013.
Nel primo caso, secondo la Procura, l’avvocatessa Picone avrebbe minacciato una delle sue assistite, Cinzia Barbieri, di bloccare la procedura finalizzata ad ottenere il pagamento dell’indennità del figlio minore (oggi 20enne) se non avesse provveduto a consegnare una cifra di 15.000 euro (5.000 euro li ha consegnati).
Cifra ritenuta dalla Procura sproporzionata rispetto alla tipologia di controversia trattata e malgrado il pagamento dei compensi fosse stato già liquidato.
Il secondo episodio, in cui è coinvolta anche la sorella Concetta, riguarderebbe una tentata estorsione nei confronti di un altro cliente dell’avvocatessa e nelle minacce rivolte alla moglie che – qualora non avesse corrisposto la somma di 10 mila euro per l’attività professionale svolta, avrebbe provveduto ad emettere parcella per la maggiore somma di 14 mila euro.
Le sorelle Picone – che si sono sempre professate innocenti – sono difese dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello.





