Agrigento

Agrigento, un altro appalto nel mirino della Procura: indagati dirigenti comunali, funzionari e imprenditori

La Procura di Agrigento all’attacco: dopo la rete idrica e la Mosella finisce sotto inchiesta l’appalto della videosorveglianza. Indagati 6 tra dirigenti, funzionari e imprenditori

Pubblicato 15 minuti fa

Un altro appalto finisce nel mirino della Procura di Agrigento. Dopo quello della rete idrica e del rifacimento della strada Mosella adesso è la volta dell’appalto – dall’importo di circa 250 mila euro – denominato “San Leone in sicurezza” che riguarda l’installazione di impianti di video sorveglianza sia nel quartiere balneare che nel centro della Città dei Templi. L’inchiesta ipotizza i reati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e subappalto illecito o non autorizzato in materia di pubblica amministrazione. Sotto inchiesta finiscono 6 indagati tra dirigenti comunali, funzionari e imprenditori. Si tratta di Alberto Avenia, 66 anni, ex dirigente del Comune di Agrigento oggi a Favara; Gaspare Triassi, 62 anni, funzionario comunale; Gerlando Trupia, 42 anni, ingegnere dipendente comunale in servizio ai lavori pubblici; Angelo Sciumè, 44 anni, di Favara, imprenditore; Giovanni Pitruzzella, 50 anni, titolare di un’impresa; Vincenzo Burceri, 59 anni, geometra dipendente del Comune anche lui in servizio al settore lavori pubblici. 

I fatti risalgono al periodo compreso tra il dicembre 2024 ed il marzo 2025. Il procuratore capo Giovanni Di Leo ed il sostituto procuratore Elettra Consoli hanno chiesto (e notificato agli indagati ndr) una proroga delle indagini fino a marzo 2027. L’inchiesta, condotta sul campo dai carabinieri, riguarda l’appalto relativo all’installazione di impianti di sorveglianza ad Agrigento per prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e predatoria. Le somme sono state messe a disposizione dal Ministero dell’Interno e il Comune di Agrigento – nel 2022 – ha partecipato all’iniziativa con richiesta di finanziamento. Quest’ultimo veniva concesso alla fine del 2024 con il Comune che, a seguito di gara, affidava l’appalto ad una società di Roma che, a sua volta, ha indicato come consorziata esecutrice una ditta di Favara. 

Adesso la Procura di Agrigento contesta la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, che è un reato che richiede il dolo e si manifesta prima che la gara si svolga, durante la creazione delle regole o del bando – e subappalto illecito o non autorizzato in materia di pubblica amministrazione che punisce chi “avendo in appalto opere riguardanti la pubblica amministrazione, concede anche di fatto, in subappalto o a cottimo, in tutto o in parte, le opere stesse, senza l’autorizzazione dell’autorità competente”. 

La Procura di Agrigento, dunque, passa all’attacco. Nell’ultimo anno i pm guidati dal procuratore Giovanni Di Leo hanno acceso più di un riflettore sugli appalti pubblici ritenuti – per così dire – “opachi”. La “madre” di tutte le indagini, tra le più corpose degli ultimi anni, è certamente quella denominata “appalti e mazzette” che vede indagati 24 tra politici, imprenditori, dirigenti e faccendieri con diverse gare pubbliche nel mirino: la rete idrica di Agrigento, strada Salaparuta-Santa Margherita Belice, l’impianto di compostaggio a Ravanusa, l’hotel di lusso a Licata e le imprese da far lavorare, la riqualificazione dello stadio Dino Liotta di Licata, l’acquisto dei mezzi per la raccolta rifiuti a Licata e i lavori “gonfiati” per la ricostruzione post esplosione a Ravanusa. Infine, l’ultimo appalto finito al centro delle “attenzioni” della Procura di Agrigento è stato quello relativo alla manutenzione straordinaria della Mosella per un importo che supera i 3 milioni di euro. 

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

FUNZIONA
Grandangolo Settimanale N.34/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale ↗
N.34/2026
Pagina 1 di 14
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv