Agrigento

Crisi vitivinicola, Matina(Confcooperative Sicilia) chiede l’attivazione della distillazione di crisi

La nota del Presidente di Confcooperative Sicilia per la provincia di Agrigento

Pubblicato 41 minuti fa

Confcooperative Sicilia, sede provinciale di Agrigento, solleva un forte allarme sulla drammatica congiuntura che attraversa il settore vitivinicolo, segnata da un consistente surplus di giacenze nei serbatoi e da un persistente calo dei consumi. Una situazione di stallo che rischia di compromettere la stabilità economica delle imprese e di migliaia di famiglie di soci produttori in vista della prossima vendemmia. Di fronte a un mercato stagnante e al rischio reale di un crollo dei prezzi dell’uva conferita, Confcooperative chiede l’attivazione tempestiva della distillazione di crisi come misura straordinaria per liberare i magazzini e restituire respiro finanziario alle strutture cooperative. «La situazione delle nostre cantine sociali ha raggiunto un livello critico» — dichiara Antonio Matina, agronomo e Presidente di Confcooperative Sicilia per la provincia di Agrigento. «I serbatoi sono ancora appesantiti dai volumi delle scorse stagioni e non esiste più spazio fisico né sostenibilità finanziaria per accogliere il nuovo raccolto. La distillazione di crisi non è assistenzialismo, ma uno strumento chirurgico e indispensabile di regolazione del mercato, capace di rimuovere le eccedenze e ridare liquidità immediata alle cooperative — presidi economici, sociali e di legalità lungo tutto il territorio agrigentino, da Menfi all’entroterra fino all’area licatese». Per affrontare l’emergenza, il Presidente Matina annuncia una immediata mobilitazione: «Nei prossimi giorni promuoveremo un ciclo di incontri operativi con i rappresentanti delle cantine sociali della provincia, per fare squadra e definire le istanze prioritarie del comparto. A seguire, ci rivolgeremo direttamente alla rappresentanza politica agrigentina, perché si faccia portavoce di questa vertenza vitale nella sede parlamentare di Palermo. Non possiamo accettare che la crisi si scarichi interamente sulle spalle dei viticoltori: servono risposte celeri, parametri di prezzo congrui e interventi mirati». Confcooperative Sicilia continuerà a operare come cassa di risonanza istituzionale, portando le urgenze del mondo cooperativo direttamente ai tavoli tecnici e politici competenti.

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