Girgenti Acque, Patronaggio: “Pronti a trasferire capitali”

Redazione

| Pubblicato il mercoledì 23 Giugno 2021

Girgenti Acque, Patronaggio: “Pronti a trasferire capitali”

Le parole del capo della Procura di Agrigento
di Redazione
Pubblicato il Giu 23, 2021

A fronte di una provincia che grida sete e di una interdettiva pronunciata circa 5 anni fa, nel 2018 per la precisione, ad oggi non siamo andati oltre questa gestione commissariale. Ne prendiamo atto, ma dovevano essere date delle risposte un po’ piu’ concrete. Anche questi elementi ci hanno portato ad agire e ad accelerare i tempi di questa indagine”. Lo ha detto il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, in merito agli 8 provvedimenti di fermo eseguiti stamani nell’ambito dell’inchiesta – che ha pero’ 84 indagati – su Girgenti Acque. Alla base dei provvedimenti di fermo della Procura vi e’ la ritenuta esigenza cautelare “della possibilita’ di trasferire ingenti capitali all’estero”. “Anche per questo abbiamo effettuato i fermi – ha spiegato, durante la conferenza stampa, il procuratore capo Luigi Patronaggio – . Si tratta di soggetti che si muovono a livello internazionale, che hanno la capacita’ non solo di andare all’estero, ma anche di movimentare capitali su conti esteri”.

“Devo denunciare una vasta rete di compiacenze a livello amministrativo, ai piu’ alti livelli. Condotte che hanno fatto parte di imputazione precise per corruzione. E’ stato permesso alle societa’ facenti capo a Marco Campione di gestire in modo illegale e monopolista tutto il settore delle acque in provincia di Agrigento”, ha continuato il procuratore capo Luigi Patronaggio. “La sistematica e diffusa corruzione dei soggetti preposti ai doverosi controlli di gestione, alla correttezza e imparzialita’ di gestione, alla corretta concorrenza fra imprese, hanno permesso agli indagati, tutti appartenenti al disciolto Cda e ai vertici della societa’, di arricchirsi illegalmente, costituendo – ha incalzato Patronaggio – una vera e propria associazione per delinquere. Il reticolo di connivenze e compiacenze, create dagli 8 indagati, e’ andato oltre a quello che in un primo momento era stato definito come ‘assumificio’. Mi sento di parlare di una fitta rete di lobbying ai piu’ alti livelli, una capacita’ di penetrare all’interno dei meccanismi di controllo impressionante”.

di Redazione
Pubblicato il Giu 23, 2021


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