Il nuovo Piano Casa e le idee dell’Ordine degli architetti di Agrigento
La Mendola: «Il Piano Casa sia un’occasione per rigenerare l’edilizia residenziale esistente, evitando nuovo consumo di suolo»
«Esprimiamo il nostro compiacimento per l’investimento di 6 miliardi di euro sul Piano Casa, anticipato dal Governo centrale, finalizzato a rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a canone calmierato, oltre centomila case nei prossimi dieci anni. Il provvedimento costituirà infatti un’ottima occasione di lavoro per professionisti e imprese del settore. Auspichiamo comunque che il decreto, al vaglio del Consiglio dei ministri, possa puntare soprattutto alla riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale esistente e non a nuove costruzioni».
Con queste parole il presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento, Rino La Mendola, rappresenta la necessità di garantire ai cittadini nuovi alloggi residenziali, puntando su interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente ed evitando dunque nuovo consumo di suolo.
«Il rapporto del Sistema Nazionale per la protezione dell’Ambiente (SNPA) – continua La Mendola – per il 2025 ha evidenziato un aumento allarmante del consumo di suolo in Italia a un ritmo di oltre 2 metri quadrati al secondo, indicando la Sicilia tra le Regioni più colpite dal fenomeno. Nel contesto regionale, Agrigento è una delle città che si distingue per il fatto di essere cresciuta, negli ultimi sessant’anni, in modo assolutamente sproporzionato rispetto al reale fabbisogno residenziale, provocando lo svuotamento del centro storico, un immotivato consumo di suolo e i notevoli costi a carico del bilancio comunale a cui abbiamo fatto riferimento in un nostro recente intervento sul tema della rigenerazione urbana. Eventi catastrofici come quello di Niscemi e i tanti fenomeni franosi e alluvionali che registriamo con frequenza sempre più allarmante, evidenziano la necessità di innescare un’inversione di tendenza nella gestione del territorio puntando, soprattutto, sulla rigenerazione urbana, sulla messa in sicurezza e sull’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente. Specie in territori fragili dal punto di vista idrogeologico come quello agrigentino. Auspichiamo dunque – conclude il Presidente degli architetti agrigentini – che nella redazione del decreto prevalga il principio della riqualificazione del costruito nell’ambito dell’edilizia residenziale sociale e, soprattutto, che il provvedimento del governo possa costituire un “decreto pilota” a cui dare seguito con altre misure finalizzate a estendere il principio della rigenerazione all’intero patrimonio edilizio esistente puntando non solo sull’erogazione di fondi, ma anche su nuovi strumenti utili a garantire una saggia pianificazione territoriale in inversione di tendenza rispetto a quella degli ultimi sessant’anni».

