“La Kolymbethra di Agrigento – Un giardino d’eccezione”
Il primo libro che racconta 2.600 anni di storia di questo raro esempio di paesaggio archeologico e agricolo, incastonato nel cuore della Valle dei Templi, con i risultati di nuove ricerche archeologiche, agronomiche, architettoniche e archivistiche, grazie al contributo di studiosi italiani e stranieri
Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, il Parco della Valle dei Templi e l’Università degli Studi di Milano hanno presentato oggi venerdì 16 ottobre “La Kolymbethra di Agrigento – Un giardino d’eccezione” (Società Editrice Allemandi), il primo libro che racconta attraverso quasi 400 pagine 2.600 anni di storia di uno dei più straordinari paesaggi culturali del Mediterraneo, il Giardino della Kolymbethra, luogo che coniuga archeologia, biodiversità e pratiche agricole tradizionali incastonato nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, affidato in concessione al FAI prima dalla Regione Siciliana nel 1999 e nel 2024 dal Parco Archeologico della Valle dei Templi.
Il volume, a cura di Claudia Lambrugo, Professoressa di Archeologia classica dell’Università degli Studi di Milano con l’archeologa referente per il FAI Chiara Fizzotti, è un’opera corale e multidisciplinare, di carattere scientifico ma di taglio divulgativo, che si avvale del contributo di 35 studiosi italiani e stranieri per illustrare la continua trasformazione nei millenni di un luogo unico nel suo genere, arricchendone il racconto con nuove ricerche: archeologiche, supportate da nuovi scavi, agronomiche, architettoniche, archivistiche e botaniche, attraverso anche una ricca sezione iconografica – con foto anche d’archivio, mappe, progetti e illustrazioni.
Il libro restituisce la lettura inedita e aggiornata del Giardino della Kolymbethra e le vicende che lo hanno visto protagonista: da meraviglioso lago artificiale con pesci, uccelli e cigni dell’antica Akragas (l’attuale Agrigento), efficace messaggio dell’invincibile potere e dello straordinario lusso della città greca, a fertile valle irrigua con alberi da frutta, ulivi, mandorli, carrubi e un rigoglioso agrumeto, tipico “giardino” siciliano, fino al virtuoso recupero realizzato dalla fine degli anni Novanta dal FAI, che da allora lo apre al pubblico, lo manutiene e lo valorizza, anche attraverso nuovi interventi, come il restauro recentemente inaugurato delle Case Montana.
L’opera è frutto del progetto di indagine multidisciplinare scientifica e archeologica nato da un Accordo Quadro quinquennale stipulato nel 2024,tra il FAI, il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e l’Università degli Studi di Milano. Nel quadro di questa fattiva collaborazione il Giardino della Kolymbethra ha accolto da allora annuali campagne di scavo, cui hanno partecipato decine di studenti di archeologia, che stanno contribuendo a conoscere e ricostruire la storia più antica del Bene, non solo per accrescere la conoscenza del paesaggio e della sua evoluzione, ma anche, e per la prima volta, per rintracciare, documentare e studiare le evidenze archeologiche che ancora qui si conservano e finora mai approfondite e raccontate al pubblico. Lo scorso 29 settembre ha preso avvio la terza campagna di scavi archeologici, il cui termine è previsto per il prossimo 24 ottobre. Il volume che si presenta oggi, sostenuto dal FAI, è il primo resoconto dei risultati di questo importante progetto scientifico e di valorizzazione culturale, che prosegue, e che già promette ulteriori avanzamenti, che saranno oggetto di future pubblicazioni e di altre iniziative di disseminazione, a cominciare dalle visite guidate offerte al pubblico che visiterà il Bene.
Il FAI gestisce il Giardino della Kolymbethra dal 1999, anno della prima concessione dei terreni da parte della Regione Siciliana. Nei primi 25 anni il Bene è stato recuperato dall’abbandono e dal degrado con consistenti interventi e costanti investimenti per il ripristino e la conservazione del paesaggio rurale storico, delle colture tradizionali e della biodiversità naturale, e per l’apertura regolare e l’offerta di servizi al pubblico che lo visita sempre più numeroso. Un intento confermato grazie all’Accordo di partenariato firmato nel 2024 tra il FAI e il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, che ha affidato alla Fondazione, anche per i prossimi 25 anni, la gestione e la valorizzazione del Giardino della Kolymbethra, e grazie al quale è stato possibile rinnovare l’impegno a sviluppare un ampio programma di interventi, tra cui ulteriori restauri, migliorie e aggiunte di servizi culturali e di accoglienza, con l’obiettivo di offrire una visita sempre più ricca e di soddisfazione.
Tra questi si inserisce l’apertura al pubblico a dicembre 2025 di Case Montana, un tipico edificio rurale storico che dal Seicento domina la valle della Kolymbethra, abitato un tempo dai contadini che l’hanno coltivata per secoli, che il FAI ha acquistato per aprirlo alla funzione pubblica, ovvero per arricchire il percorso di visita del Giardino, e che ha restaurato con interventi impegnativi e onerosi, a cominciare dal consolidamento del costone roccioso su cui le case sorgono, di fragile calcarenite. Gli interni, riallestiti per restituire il semplice decoro di una tipica casa contadina, ospitano un video racconto immersivo a cura del FAI,affidato alla voce dell’attore siciliano Vincenzo Pirrotta, dedicato alla storia di questo paesaggio e pensato per introdurre e accompagnare la visita del Giardino della Kolymbethra, testimonianza, ancora vivente, di un paesaggio di duemila e seicento anni.




