Maxi inchiesta Girgenti acque: chiesta al Gip proroga delle indagini preliminari
Proroga di indagine per altri sei mesi. E’ la richiesta – come anticipa stamani Grandangolo – il giornale di Agrigento – della Procura della Repubblica di Agrigento che sta indagando su Girgenti acque e il suo patron Marco Campione. La richiesta è dei pubblici ministeri Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro coordinati dal procuratore […]
Proroga di indagine per altri sei mesi.
E’ la richiesta – come anticipa stamani Grandangolo – il giornale di Agrigento – della Procura della Repubblica di Agrigento che sta indagando su Girgenti acque e il suo patron Marco Campione.
La richiesta è dei pubblici ministeri Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro coordinati dal procuratore capo Luigi Patronaggio.
La vicenda è alquanto delicata e vede una settantina di indagati e, tra gli altri, l’ex prefetto della città dei templi Nicola Diomede, Angelo Alfano, padre dell’ex ministro agli Esteri, nonchè l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e ancora politici, avvocati e giornalisti.
Recentemente un socio della Deloitte & touche, importante società di consulenza e revisione contabile, e un manager della sede di Bari, sono stati indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Agrigento che ruota attorno a Girgenti acque, società di gestione del servizio idrico della provincia agrigentina. Il provvedimento è dei pubblici ministeri Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro che hanno disposto il sequestro di diversi documenti, e fatture nella sede di Bari della società di revisione che dal 2013 certifica i bilanci della Girgenti Acque.
Secondo gli inquirenti fatture per almeno due milioni di euro sarebbero state falsificate rendendo non veritiero il bilancio di Girgenti Acque del 2014.
Chiesta anche la certificazione del bilancio 2017. Da Girgenti acque la parola d’ordine è una sola: fiduciosi nell’attività dei pubblici ministeri.
Lo scorso gennaio erano scattati gli avvisi di proroga delle indagini a carico di altre 72 persone, contestando i reati di associazione per delinquere, truffa, corruzione, riciclaggio e inquinamento ambientale.

