Ripartono gli scavi al teatro antico di Akragas: nuova campagna per svelare i segreti della città antica
Anche per questa campagna viene riproposto il progetto di successo "Cantiere aperto".
È partita nelle scorse settimane la campagna di scavi nell’area dell’antico teatro ellenistico della Valle dei Templi, individuato nel 2016 nell’area del poggio di San Nicola. L’iniziativa, che proseguirà fino al 12 giugno, rinnova una proficua collaborazione scientifica che dura ormai da diversi anni tra il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, l’Università di Catania e il Politecnico di Bari. Le attività sul campo vedono impegnati circa trenta studenti provenienti da diverse università italiane, coordinati sul posto dall’archeologa del Parco Maria Serena Rizzo e dal professor Luigi Caliò, ordinario di Archeologia classica dell’Ateneo di Catania, che ha già guidato le ricerche determinanti per la scoperta del monumento.
In questa fase, in attesa di futuri finanziamenti dedicati e decreti che permettano di aggredire la parte centrale dell’edificio con i mezzi necessari, le indagini si stanno concentrando principalmente su due settori strategici: la parte più a valle e quella più a monte, attraverso l’apertura di tre saggi di scavo. Nella parte bassa, le ricerche mirano a mettere in luce le fasi più tarde della vita cittadina, documentando una straordinaria continuità di frequentazione con testimonianze di età romana, cristiana e tardoantica. Nella parte alta, l’attenzione si rivolge invece alla summa cavea, dove si stanno esplorando le trincee di fondazione dei cameroni del teatro e i nuovi tagli di fondazione per studiare le fasi edilizie di epoca tardo repubblicana e imperiale. Si approfondisce inoltre l’indagine nell’area di una fontana di età arcaica, elemento fondamentale per comprendere l’organizzazione del grande spazio pubblico circostante.
Il teatro, si conferma il fulcro di un sistema scenografico e monumentale molto più ampio e complesso, connesso a una vasta agorà con piazze degradanti su più livelli. Come evidenziato dagli archeologi, il sito rappresenta un vero e proprio palinsesto storico che abbraccia oltre un millennio di storia urbana: dalle prime testimonianze del VI secolo avanti Cristo, rinvenute nella parte bassa della cavea, fino alle tracce di abbandono databili tra la fine dell’ottavo e l’inizio del nono secolo dopo Cristo nella parte alta. I lavori permetteranno di chiarire i problemi legati a questa lunghissima vita dell’area, includendo sia le fasi precedenti alla costruzione del teatro, sia quelle successive al suo abbandono, restituendo dettagli preziosi sulla vita quotidiana della grande città greca di Akragas, distrutta dall’assedio cartaginese del 406 avanti Cristo.
“L’attenzione verso l’area del teatro ellenistico da parte del Parco non è mai venuta meno – spiega il direttore Roberto Sciarratta -, prova ne sia questa nuova campagna ma, ancor di più, il progetto da ben 2 milioni di euro che è da tre anni ancora in attesa di finanziamento. Si tratta di un impegno che il Parco non può sostenere autonomamente e auspichiamo che, presto, vi possa essere l’adeguata copertura finanziaria”.
“Nelle due settimane di scavo sono stati intensificati i lavori nell’area di culto cristiana nella parte alta del teatro che hanno rivelato alcune architetture accessorie della chiesa e le ultime fasi di vita del quartiere tardo antico, mentre nella parte bassa stanno venendo alla luce una serie di strutture che forse sono in connessione con la scena del teatro. Gli scavi nell’area della fontana arcaica, invece, interessano le fasi più antiche della città, quelle della prima pianificazione urbana, con una serie di testimonianze significative. Nel complesso lo scavo sta dando una serie di informazioni sull’intera fase di vita della città antica, aprendo nuovi promettenti settori di indagine.”
“L’attività di scavo avrà come scopo quello di trovare – aggiunge Rizzo – risposte che riguardano proprio questa vita lunga dell’area, comprese le fasi precedenti la costruzione del teatro e quelle successive all’abbandono, chiaramente in attesa che sia disponibile un finanziamento che ci consenta di aggredire l’area centrale del teatro, che si trova ad oggi a quattro metri di profondità sotto terra”.
Anche per questa campagna viene riproposto il progetto di successo “Cantiere aperto”. I turisti in visita nella Valle dei Templi avranno la straordinaria opportunità di assistere in diretta alle attività di scavo.

