Agrigento

Trasporto pubblico locale, insorge il sindacato: “Cinque mesi di paralisi”

La USB Lavoro Privato TPL Sicilia torna sulla questione del Trasporto Pubblico Locale di Agrigento

Pubblicato 2 giorni fa

La USB Lavoro Privato TPL Sicilia è costretta a tornare sulla questione del Trasporto Pubblico Locale di Agrigento con toni ancora più fermi e con interrogativi che questa volta non possono restare senza risposta. A distanza di quasi cinque mesi dall’aggiudicazione definitiva della gara d’appalto – avvenuta il 20 novembre 2025 in favore di TAG (Trasporti Agrigento) – il contratto di affidamento del servizio non sarebbe ancora stato firmato. Siamo alle porte di maggio e la città si troverebbe ancora ostaggio di una paralisi che, a giudizio di questa organizzazione sindacale, avrebbe un’unica spiegazione possibile: la mancanza di volontà politica. Non si tratterebbe più di semplici ritardi burocratici, né di ordinarie complessità amministrative. Il quadro che emerge lascerebbe intendere un blocco deliberato, figlio di logiche di puro opportunismo politico legate alle prossime elezioni amministrative, previste per il 24 e 25 maggio 2026. Le tensioni e le lotte interne che attraversano in queste settimane l’Amministrazione Comunale sembrerebbero aver congelato un iter che, in condizioni di normale funzionamento istituzionale, avrebbe dovuto concludersi mesi fa.

Ci si chiede: sarebbe davvero plausibile che in cinque mesi l’Amministrazione Comunale non abbia trovato il tempo, le risorse o la volontà per dare esecuzione a un atto dovuto, già definito in ogni suo aspetto dalla procedura di gara? Sembrerebbe quantomeno difficile credere che si tratti di mera disorganizzazione. Ciò che appare sempre più evidente è che qualcuno, all’interno delle stanze del potere cittadino, avrebbe scelto consapevolmente di non muoversi, attendendo che la stagione elettorale riassestasse gli equilibri politici locali. Una scelta, se confermata, che sarebbe di una gravità inaudita: significherebbe che circa 40 lavoratori e migliaia di cittadini agrigentini starebbero pagando il prezzo di manovre politiche interne, senza alcuna tutela e senza alcuna prospettiva certa per il proprio futuro.

USB Lavoro Privato TPL Sicilia chiede pubblicamente e formalmente all’Amministrazione Comunale di Agrigento di rispondere ai seguenti interrogativi: Per quale ragione, a quasi cinque mesi dall’aggiudicazione definitiva del 20 novembre 2025, il contratto di servizio con TAG non sarebbe ancora stato stipulato? Chi avrebbe deciso – e per quale interesse – di lasciare in sospeso un atto amministrativo che la legge e il buon governo imporrebbero di concludere senza indugio? Sarebbe lecito ritenere che questo stallo sia funzionale a dinamiche politiche interne, in attesa dell’esito delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio? Il Sindaco sarebbe a conoscenza di questo stallo? E se sì, quali azioni concrete avrebbe intrapreso – o intenderebbe intraprendere – per sbloccare immediatamente l’iter? Esiste una spiegazione legittima e verificabile che l’Amministrazione sia in grado di fornire pubblicamente ai lavoratori, all’azienda aggiudicataria e ai cittadini?

USB Lavoro Privato TPL Sicilia dichiara con assoluta chiarezza che, qualora nei prossimi giorni non si registrasse un concreto e immediato sblocco della situazione – con l’avvio formale delle procedure per la stipula del contratto – questa organizzazione non esiterà ad attivare tutte le azioni di tutela e di protesta nelle sedi competenti, tra cui: Esposto formale alla Prefettura di Agrigento per omissione di atti d’ufficio e per i danni che tale inerzia sta arrecando ai lavoratori e all’azienda aggiudicataria; Iniziative di mobilitazione pubblica e presidio davanti alla sede del Comune di Agrigento; Segnalazione formale agli organi regionali e nazionali competenti in materia di Trasporto Pubblico Locale e di vigilanza sugli enti locali.

Così il coordinatore regionale del sindacato, Andrea Gelo: “Agrigento non può continuare a essere ostaggio di calcoli elettorali. Cinque mesi sono un tempo inaccettabile per un atto amministrativo dovuto. I lavoratori hanno famiglie da mantenere, i cittadini hanno il diritto a un trasporto pubblico moderno e degno. Chi ha il potere di firmare quel contratto lo faccia immediatamente, senza ulteriori pretesti. La politica smetta di usare il TPL come pedina nelle proprie lotte interne: il prezzo lo stanno pagando i lavoratori e i cittadini, non i politici.

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