Agrigento

Montenegro apre Porta santa: “Agrigentini non sentono necessità di Cattedrale” (Video)

“Gli auguri che ci scambiamo questa sera sono doppi: buon Natale e buon Anno Giubilare”. Con queste parole l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, ha iniziato la sua omelia durante la Messa di Natale che ha presieduto ieri nella Chiesa di Santa Maria dei Greci. La celebrazione ha fatto seguito all’apertura della Porta santa […]

Pubblicato 10 anni fa

“Gli auguri che ci scambiamo questa sera sono doppi: buon Natale e buon Anno Giubilare”. Con queste parole l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, ha iniziato la sua omelia durante la Messa di Natale che ha presieduto ieri nella Chiesa di Santa Maria dei Greci. La celebrazione ha fatto seguito all’apertura della Porta santa della cattedrale, ancora non fruibile per le funzioni religiose, ma all’entrata laterale della quale è stata costruita una porta che riproduce la Porta d’Europa di Lampedusa. “Onestamente – ha affermato il presule – vi dico che è stata la Porta che ho aperto con più difficoltà. Non perché era dura aprirla. Perché mi chiedevo: è giusto che noi non abbiamo la nostra casa? Perché la ‘chiesa madre’ non dobbiamo averla?”.

Spingevo quella porta – ha rivelato – e sentivo tristezza nel cuore. È vero che bisogna affidarsi a Dio. E allora anche questo gesto facciamolo diventare gesto di misericordia. Però questo non significa che i diritti non devono essere riconosciuti”, ha detto riferendosi al tempo che continua a passare in attesa della ristrutturazione “nonostante le numerose promesse”. “Questa tristezza è mia e penso sarà anche vostra, anche se non vi meravigliate se vi dico che tante volte gli agrigentini non è che hanno dato prova di sentire la necessità di una cattedrale”, ha proseguito il card. Montenegro, per il quale “per noi credenti, ha un significato la chiesa cattedrale e ci dovremmo tenere”. Poi, ricordando la concomitanza della nascita di Gesù e di Maometto, il card. Montenegro ha letto un messaggio ricevuto da un musulmano agrigentino nel quale si auspica che il Natale sia l’inizio di un’epoca di collaborazione e di pace.

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