Bozza decreto Fase3, si a calcetto e sport di gruppo: rinviata apertura discoteche

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Bozza decreto Fase3, si a calcetto e sport di gruppo: rinviata apertura discoteche

di Redazione
Pubblicato il Giu 11, 2020
Bozza decreto Fase3, si a calcetto e sport di gruppo: rinviata apertura discoteche

Da lunedì si torna a giocare a calcetto, così come per tutti gli sport da contatto finora vietati; riapriranno sale e centri scommesse (ma le Regioni possono variare la data in base ai dati del contagio). Rinviate di un mese, invece, le aperture di discoteche, sale da ballo,fiere e congressi. Sono queste alcune delle anticipazioni che sono filtrate della bozza del nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri che verrà firmato in serata e, di fatto, ci avvierà definitivamente nella fase 3.  “Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 15 giugno 2020 in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 maggio 2020 e sono efficaci fino al 14 luglio 2020”. Si legge nella bozza del Dpcm.

SPORT DI GRUPPO. Tornano le ‘partitelle’, il calcetto con gli amici, le sfide a beach volley. Ma anche la boxe per gli appassionati, il basket e tutti gli sport da contatto messi fuori gioco dal Covid-19 e dal lockdown. E’ una delle buone notizie contenute nella bozza di Dpcm che il premier Giuseppe Conte adotterà nelle prossime ore. “A decorrere dal 15 giugno 2020 – si legge nella bozza del Dpcm visionata dall’Adnkronos – è consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle Regioni e Province Autonome che abbiano preventivamente accertato, d’intesa con il Ministero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformità con le linee guida di cui al periodo precedente per quanto compatibili”. 

SALE GIOCHI E SCOMMESSE. ”Le attivita’ di sale giochi, sale scommesse e sale bingo possono essere svolte a condizione che le Regioni e le Province Autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilita’ dello svolgimento delle suddette attivita’ con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”. Cosi’ nella bozza del nuovo Dpcm.

DISCOTECHE. ”Restano comunque sospese sino al 14 luglio 2020 le attivita’ che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi”. Cosi’ nella bozza del nuovo Dpcm annunciato ieri dal premier Conte. Le regioni possono pero’ stabilire una diversa data di ripresa delle attivita’ e un diverso numero massimo di spettatori, si sottolinea nel documento, in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.

AREE GIOCHI. Tornano le aree giochi nei parchi e nelle ville comunali per i piccoli -dunque scivoli e altalene- e riaprono i centri estivi. Buone notizie per i bambini, tra i più insofferenti del lockdown, nel nuovo Dpcm che il premier Giuseppe Conte si appresta ad adottare. Dal 15 giugno, dunque lunedì prossimo, “è consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura – si legge nel testo visionato dall’Adnkronos – ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia”. Consentito inoltre, per il sollievo delle mamme e dei papà, “l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia”.

CENTRI BENESSERE. La riapertura dei centri benessere, dei centri termali, dei centri culturali e sociali viene rimessa alle Regioni. Lo prevede la bozza di nuovo Dpcm su cui il Governo è al lavoro e di cui Public Policy ha preso visione, che dovrebbe sostituire il precedente, in scadenza il 14 giugno. “Le attività di centri benessere, di centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza che sono erogate nel rispetto della vigente normativa), di centri culturali e di centri sociali – si legge – possono essere svolte a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”. I protocolli o le linee guida dovranno essere adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

SPOSTAMENTI FUORI EU. ”Fino al 30 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi” da quelli dell’Unione europea e dei Balcani “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.” Cosi’ nella bozza del nuovo Dpcm. Fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i seguenti Stati: “a) Stati membri dell’Unione Europea; b) Stati parte dell’accordo di Schengen; c) Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; d) Andorra, Principato di Monaco; e) Repubblica di San Marino e Stato della Citta’ del Vaticano. f) a decorrere dal 16 giugno 2020, Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia”.


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