L’omicidio di Vincenzo Gaspare Corvo: repertati tre mozziconi di sigaretta ma del killer nessuna traccia
L’agricoltore di 52 anni, sfiorato nel passato da un’inchiesta antimafia sulla rete di fiancheggiatori del boss Falsone, è stato ucciso nell’aprile 2020 a Lucca Sicula
L’omicidio di Vincenzo Gaspare Corvo, imprenditore agricolo incensurato ucciso il 3 aprile 2020 a Lucca Sicula, resta un mistero. Tuttavia grazie alle “carte” depositate nel processo contro le cosche del mandamento di Ribera-Lucca Sicula, l’operazione dei carabinieri che bloccò sul nascere la riorganizzazione delle famiglie mafiose di Burgio, Lucca Sicula e Villafranca, è possibile quantomeno fare il punto della situazione in attesa di possibili risvolti giudiziari.
La stessa inchiesta antimafia, che ha disvelato il ritorno al vertice del mandamento del boss Imbornone, parte proprio dalle indagini sull’omicidio di Vincenzo Gaspare Corvo. L’agricoltore venne freddato la mattina del 3 aprile 2020 con una fucilata alla gola in contrada Villanova, poco dopo che l’uomo – sposato e padre di due figli – era uscito da casa. Il delitto, secondo quanto dunque ipotizzato in prima battuta, sarebbe da inquadrare in un contesto mafioso.
Nell’informativa dei carabinieri – oggi agli atti del processo a carico di boss e gregari del mandamento di Lucca Sicula-Ribera– emergono almeno due importanti circostanze relative all’omicidio Corvo: la prima è rappresentata dal sequestro di tre mozziconi di sigaretta prelevati dagli investigatori sulla scena del delitto e che sono stati poi trasmessi al Ris, il reparto investigazioni scientifiche dell’Arma; il secondo, per certi versi ancora più rilevante, è che il procedimento penale – inizialmente aperto dalla Procura della Repubblica di Sciacca – è passato in seguito alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo segno, questo, che il contesto in cui è maturato l’omicidio potrebbe essere mafioso. Proprio quei mozziconi, rappresenterebbero una base importane per “i successivi accertamenti biologici per l’estrazione di eventuali tracce di Dna per l’identificazione dei possibili autori del reato”.




