Agrigento

Oltre 4mila abusi da abbattere in provincia: ecco il piano della Procura di Agrigento

Lo scorso 1 luglio il procuratore Giovanni Di Leo, in una lettera agli Ordini professionali, ha tracciato le tappe sul fronte demolizioni e gli obblighi a carico dei Comuni

Pubblicato 18 ore fa

Se c’è chi pensa che Maddalusa sia al momento l’unica realtà urbanisticamente al centro delle attenzioni della Procura della Repubblica di Agrigento, si sbaglia di grosso. Via Mazzini, infatti, sta ragionando su scala provinciale per affrontare in modo sistematico radicale il vasto fenomeno dell’urbanizzazione selvaggia nell’Agrigentino, colpendo al cuore il problema e impedendo ai sindaci, come avvenuto in questi anni, di fare orecchie da mercante.

I dettagli emergono da un atto, cioè una lettera inviata lo scorso 1 luglio agli Ordini professionali di Architetti, Ingegneri e Geometri proprio da parte del procuratore capo Giovanni Di Leo e dall’aggiunto Lucia Brescia con la quale si chiedeva la pubblicazione di tre avvisi per reperire professionisti a cui dare incarichi di consulenza tecnica. Lo scopo è la “ricognizione delle opere oggetto delle sentenze definitive di condanna, in relazione alle quali è già stato avviato il procedimento esecutivo finalizzato alla demolizione, per verificarne la conformità con l’attuale stato dei luoghi”. Starà poi a loro progettare le fasi di abbattimento e ripristino dei luoghi.

Quanti siano i procedimenti già la Procura lo sa: quasi 4mila in tutta la provincia, di cui 500 già pronti per la definizione in sede esecutiva. Va precisato che non si tratta verosimilmente di intere abitazioni in tutti i casi in oggetto: molti saranno probabilmente singoli abusi (una veranda, una finestra, ecc), che però in ogni caso vanno demoliti.

Di Leo e Brescia, inoltre, ricordano come abbiano sollecitato “gli enti locali preposti all’attività di vigilanza” soprattutto al “reperimento delle fonti di finanziamento per l’effettuazione dei lavori di demolizione che le amministrazioni comunali, in persona del dirigente pro tempore dell’Utc posso/devono stanziare”. Il riferimento è alla lettera inviata ai Comuni nelle scorse settimane con la quale si chiede di conoscere se e quanto, negli ultimi 10 anni, si sia incassato dalle sanzioni per l’inottemperanza delle demolizioni da parte dei proprietari delle strutture abusive, con paventato – e molto probabile – trasferimento degli atti alla Corte dei conti. I Comuni potranno comunque chiedere le risorse anche alla Cassa depositi e prestiti, che prevede un fondo per le demolizioni, o ottenere specifici finanziamenti dalla Regione siciliana.

Insomma, la Procura sembra dire: il tempo delle scuse è finito e, stavolta, non bisognerà fermarsi a semplici atti dimostrativi come fin qui avvenuto.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.25/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.25/2026
Pagina 1 di 13
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv