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Papa: “Chi lotta per la libertà interpella le coscienze”

Tornano a riecheggiare le parole di condanna della mafia pronunciate da Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento.

Pubblicato 3 anni fa

Tornano a riecheggiare le parole di condanna della mafia pronunciate da Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento. Chi lotta per la democrazia e la libertà interpella la coscienza di tutti. Papa Francesco lo ricorda in un messaggio ai partecipanti alla fiaccolata che, stanotte, ricorda il 30mo anniversario dell’attentato mafioso alla chiesa di San Giorgio al Velabro a Roma e alla Basilica di San Giorvanni in Laterano. “Il sacrificio di chi ha creduto e difeso i valori fondanti di una democrazia, quelli della giustizia e della libertà, diviene un forte richiamo di coscienza affinchè tutti si sentano corresponsabili nella costruzione di una nuova civiltà dell’amore”, sono le sue parole. il messaggio di Bergoglio è stato letto dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della Diocesi di Roma, all’inizio della fiaccolata. “In occasione del 30 anniversario degli attentati alla Cattedrale del Vescovo di Roma e alla chiesa di San Giorgio al Velabro, desidero unirmi spiritualmente a tale significativo momento di preghiera organizzato dalla Diocesi assieme alle Autorità capitoline e all’Associazione Libera”, dice il testo”.

Il richiamo è a quanto disse con particolare forza Giovanni Paolo II, al termine della Concelebrazione Eucaristica nella Valle dei Templi il 9 maggio 1993. “Pertanto, esorto a contrastare decisamente le numerose forme d’illegalità e di sopruso che purtroppo ancora attanagliano la società contemporanea. E’ in gioco il bene comune e in modo speciale il destino delle categorie più fragili, gli ultimi, coloro che patiscono ingiustizie d’ogni genere”, prosegue il Papa, “Mi rivolgo a Voi giovani, speranza di un futuro bello: occorre che abbiate il coraggio di osare senza timore, in quanto le mafie – ricordiamolo – mettono radici quando la paura si impadronisce della mente e del cuore. Voi che, come sentinelle nella notte, parteciperete alla fiaccolata commemorativa di quei tragici eventi, siete chiamati ad essere un attivo sostegno al cambiamento di mentalità, uno spiraglio di luce in mezzo alle tenebre, una testimonianza di libertà, giustizia e rettitudine”. L’auspicio è anche “che quanti esercitano responsabilità civili, nonchè le numerose componenti ecclesiali della nostra Città si adoperino fattivamente per la promozione di una nuova umanità”.

Per questo, aggiunge Bergoglio, “non esitate a porVi accanto alla gente con tenerezza e compassione, soprattutto a chi vive nelle periferie – penso ai vostri coetanei – accogliendo l’insegnamento lasciatoci dal Maestro: In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Prego il Signore perchè Vi accompagni nel buio della notte, con in mano le fiaccole, simbolo della vostra fede, rendendoVi luce per la nostra amata Diocesi”. La notte del 28 luglio 1993 la mafia colpì nel cuore di Roma con due attentati che causarono 23 feriti e danni ingenti a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio in Velabro. Per non dimenticare quei drammatici momenti Libera, Comune di Roma e Diocesi di Roma, promuovono Venerdì 28 luglio ore 00:04 (notte tra il giovedì e venerdì) una fiaccolata di memoria e impegno con partenza San Giovanni in Laterano e arrivo a Piazza San Giorgio in Velabro. Un attacco allo Stato, un attacco alla Chiesa. Un progetto mafioso di destabilizzazione del funzionamento delle Istituzioni democratiche e della vita civile del Paese. Una risposta all’invettiva contro i mafiosi pronunciata di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ad Agrigento il 9 maggio del 1993 che anticipava le parole “definitive” di “scomunica” dei mafiosi da parte di Papa Francesco nella Piana di Sibari nel giugno 2104.

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