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Porto Empedocle, sequestrati 18 chili di botti illegali: due arresti

L'attività è stata svolta da Polizia e Carabinieri

Pubblicato 1 mese fa

A Porto Empedocle, nell’ambito del contrasto all’illecita attività inerente la vendita di materiale pirotecnico di genere vietato, che desta particolare allarme sociale soprattutto nel periodo delle festività natalizie, grazie all’azione sinergica e all’impegno profuso dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri sono stati ritirati dalla circolazione circa 18 kg di esplosivo dall’elevato potenziale detonante, tanto da indicare la distanza minima di sicurezza in ben 60 metri, e due soggetti sono stati tratti in arresto con l’accusa di detenere illegalmente l’esplosivo.

Nel pomeriggio del 22 dicembre, nel corso di mirati controlli, personale della Stazione dei Carabinieri ha tratto in arresto l’empedoclino F.G., 68anni, in quanto trovato in possesso, presso la propria abitazione, di 160 candelotti di fattura artigianale privi di classificazione, etichetta e tipologia, per un peso complessivo di kg. 7,110, considerati materiale esplosivo altamente pericoloso e pertanto sottoposti a sequestro penale.

Contestualmente, personale del Commissariato Porto Empedocle rinveniva, all’interno di una rivendita di piante, 93 candelotti con etichettatura indicante l’appartenenza alla categoria F4 ed un candelotto artigianale privo di classificazione, etichetta e tipologia, del peso complessivo di kg. 6,584, anch’essi sottoposti a sequestro penale in quanto tutti costituenti materiale esplosivo altamente pericoloso.

All’interno della medesima rivendita sono state, altresì, rinvenute due batterie pirotecniche rientranti nella categoria degli artifici di cui è consentita la vendita esclusivamente da parte di personale munito di regolare licenza: le stesse, del peso complessivo di circa kg.4 ed illecitamente detenute all’interno di una attività commerciale priva della relativa licenza, sono state sottoposte a sequestro amministrativo.

Il titolare della rivendita, S.F., 33anni, residente a Favara ma domiciliato a Porto Empedocle, veniva tratto in arresto.

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