“Preleva mille euro dal conto di una cliente”, processo bis per impiegata di Canicattì
La pena adesso dovrà essere rimodulata alla luce della contestazione di appropriazione indebita. La colpevolezza, in ogni caso, è stata provata e divenuta irrevocabile
Ci sarà un secondo processo davanti la Corte di appello di Palermo a carico di una impiegata delle Poste di Canicattì accusata di aver prelevato mille euro dal conto corrente di una ignara cliente. Lo ha stabilito la Cassazione che ha disposto un processo bis limitatamente all’entità della condanna.
Per i giudici ermellini, infatti, il reato per il quale la donna deve essere condannata è appropriazione indebita e non peculato poiché la sportellista non è un pubblico ufficiale. In primo e secondo grado le sono stati inflitti due anni e otto mesi. La pena adesso dovrà essere rimodulata alla luce della contestazione di appropriazione indebita. La colpevolezza, in ogni caso, è stata provata e divenuta irrevocabile.
La vicenda risale al 2017. Una cliente si presentò allo sportello per un prelievo di 500 euro ma, subito dopo, ne sparirono altri mille. La donna denunciò prima al direttore e poi alle forze dell’ordine con le indagini che portarono direttamente all’impiegata. I processi hanno appurato la condotta fraudolenta della sportellista che avrebbe peraltro approfittato della vulnerabilità della cliente. Tuttavia il reato da contestare non sarebbe stato quello di peculato ma di appropriazione indebita.






