Svolta in ricerche Gioele: trovati resti compatibili con bimbo 4 anni
Dopo 16 giorni le ricerche del piccolo Gioele potrebbero essere arrivate alla svolta. Trovati i resti ossei di un corpo riconducibile a un bambino di 3-4 anni, proprio a pochi passi dal luogo dove è stata rinvenuta, cadavere, Viviana Parisi, la dj piemontese scomparsa il 3 agosto in provincia di Messina. Sono frammenti, martoriati dagli […]
Dopo 16
giorni le ricerche del piccolo Gioele potrebbero essere arrivate alla svolta.
Trovati
i resti ossei di un corpo riconducibile a un bambino di 3-4 anni, proprio a
pochi passi dal luogo dove è stata rinvenuta, cadavere, Viviana Parisi, la dj
piemontese scomparsa il 3 agosto in provincia di Messina. Sono frammenti,
martoriati dagli animali selvatici, “una scena raccapricciante”
commenta con LaPresse, Elena Ventura Spagnolo il medico legale giunta sul posto
per repertare i resti. Forse dei cinghiali hanno smembrato il corpicino di 4
anni del bimbo, tanto da farne rimanere, alla prima scoperta, solo il tronco,
un femore e dei ciuffi di capelli o peli di animale. “Abbiamo trovato i resti del corpo in stato avanzato di
putrefazione, in una situazione territoriale impervia, resti umani sparpagliati
tra di loro, che abbiamo dovuto ricomporre – spiega Spagnolo – Tra questi anche parte di un cranio,
utilissimo per stabilire anche l’età del cadavere”.
A fare la scoperta uno dei volontari che aveva risposto ‘presente’ all’appello di Daniele, dopo le numerose critiche lanciate dalla famiglia stessa su come si stessero conducendo le ricerche del figlio. Circa 300 persone che palmo a palmo sono arrivate dove l’esercito, i Vigili del fuoco e i corpi speciali non erano riusciti. A 200 metri dall’autostrada Messina-Palermo, dove Viviana aveva avuto l’incidente con la sua Opel Corsa, e a 400 dal traliccio sotto il quale è stato trovato il corpo della donna. L’uomo che si è trovato davanti agli occhi una scena aberrante è un ex carabiniere, Giuseppe Di Bello, di Capo d’Orlando che con un falcetto ha disboscato i rovi fittissimi del bosco di Caronia. “Mi sono infilato dove gli altri non passano” ha commentato lasciando il luogo, distrutto dalla scoperta. E alla domanda se vicino al corpo martoriato c’erano resti di animale, ha risposto: “Sì”.
E’ stato
Di Bello ad avvertire le autorità spiegando di aver rinvenuto dei resti umani
riconducibili a un bambino. Il luogo è stato subito transennato ed
immediatamente sono arrivati sul posto il procuratore Angelo Cavallo, la Polizia
scientifica e il medico legale. Impossibile riconoscere il corpo a una prima
ispezione visiva e, aggiunge il medico legale, “difficilissimo sarà stabilire la causa della morte. Non sappiamo
se ci sono organi interni, oltre al fatto che il corpo è in stato di avanzata
putrefazione”.
La maglietta, riconducibile a Gioele, lascia pochi dubbi anche se, come conferma il procuratore Cavallo, bisognerà attendere l’esame del Dna per l’ufficialità.
“Abbiamo trovato dei resti umani che sono
compatibili con quelli di un bambino dell’età di Gioele” si
limita a dire Cavallo. A questo punto aggiunge: “Perdono quota le piste riconducibili ad ambiti familiari, ma non
possiamo fare altre dichiarazioni. Rimangono in piedi tante ipotesi. A breve
mostreremo degli oggetti che abbiamo trovato, per un primo riconoscimento, poi
ci saranno i rilievi sul Dna”. A questo punto restano in piedi le
ipotesi di omicidio-suicidio, aggressione da parte di animali o aggressione a fini
sessuali.
Sullo
sfondo però si alimentano le polemiche sull’attività di ricerca messa in campo
per cercare il piccolo, con la domanda: in 16 giorni quel luogo era stato
battuto?
Su
facebook Daniele Mondello, padre di Gioele, posta questo commento: “Nonostante il dramma che mi ha
travolto, trovo doveroso ringraziare quanti mi hanno aiutato. Dedico un
ringraziamento particolare al signore che ha trovato mio figlio. Se non ci
foste stati voi, chissà se e quando lo avremmo ritrovato. Cinque ore di lavoro
di un volontario rispetto a 15 giorni di 70 uomini esperti, mi fanno sorgere
dei dubbi oggettivi sui metodi adottati per le ricerche. La mia non vuole
essere una polemica, ma la semplice considerazione di un marito e padre
distrutto per la perdita della propria famiglia. Viviana e Gioele vi
ringraziano ed io vi mando un abbraccio enorme, siete stati grandi!!”.
Il pm
getta però acqua sul fuoco: “In
questo momento non interessa chi lo abbia trovato. L’importante è averlo
trovato. Ma appureremo anche questo. Noi abbiamo sempre detto, che dovevamo
insistere in queste ricerche in questo posto e che più avevamo persone
disponibili più probabilità c’erano di trovarlo. Che lo abbia trovato un
volontario o altri non interessa in questo momento”.

